Dal Quirinale a Palazzo Chigi, passando per il Business Forum di Roma, la visita di ieri del Presidente del Kenya William Ruto ha scandito una giornata che ha segnato un salto nei rapporti tra Italia e Kenya. Difesa, investimenti, energia, materie prime, agricoltura, sostegno alle imprese: il filo che ha legato i colloqui istituzionali agli accordi firmati è la scelta di trasformare una relazione diplomatica in una partnership economica e strategica. Ad accogliere Ruto al Quirinale è stato Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica ha indicato il Kenya come “un esempio di democrazia e di crescita, di benessere socioeconomico” e ha richiamato il ruolo di Nairobi in un continente che nei prossimi decenni peserà sempre di più sugli equilibri globali.

“Ci accomuna la vocazione alla pace, che coltiviamo congiuntamente con grande convinzione”, ha detto il Capo dello Stato che ha poi ricordato il contributo del Kenya ai processi di stabilizzazione nell’Africa orientale. Poi ha insistito sul legame tra i due Paesi: “Sono lieto di registrare con lei lo sviluppo crescente delle nostre relazioni e del nostro forte rapporto di amicizia”.
Palazzo Chigi
Il passaggio al Quirinale ha aperto una giornata che si è spostata poche ore dopo a Palazzo Chigi. Qui Giorgia Meloni ha collocato il Kenya al centro della strategia italiana in Africa: “È un Paese chiave per il Piano Mattei”, ha spiegato il Premier dopo l’incontro con Ruto, per poi annunciare un piano d’azione triennale destinato a coordinare tutti i fronti della cooperazione. Non un’intesa limitata a un singolo settore, ma una cornice che comprende infrastrutture, agroindustria, spazio, energia e difesa. Proprio sul fronte della sicurezza Roma e Nairobi hanno raggiunto un accordo di cooperazione, uno dei tasselli su cui i due governi puntano per consolidare la presenza italiana nell’area.

“Abbiamo deciso di mettere a sistema tutti i fronti della nostra cooperazione”, ha detto Meloni. “Le nostre relazioni sono eccellenti da ogni punto di vista”. Il Primo Ministro ha insistito sulla necessità di “crescere insieme”, attirare investimenti e creare lavoro, indicando nel Business Forum in programma a Roma il luogo in cui dare concretezza alle dichiarazioni politiche.
Parla Ruto

Ruto ha raccolto il messaggio e lo ha rilanciato davanti a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni: “Italia e Kenya devono collaborare come un’unica squadra”. Il Presidente keniota ha presentato il suo Paese come la sesta economia del continente africano, con un quadro macroeconomico stabile e una rete elettrica alimentata per il 93 per cento da energie rinnovabili. Poi ha rivolto un invito diretto alle imprese italiane: “Entro il 2050 un quarto della popolazione mondiale vivrà in Africa. Se cercate un mercato per i vostri prodotti, questa è l’occasione per stabilirvi in Kenya”.
Nel suo intervento Ruto ha delineato anche il modello di cooperazione che Nairobi propone all’Europa: materie prime e capitale umano dall’Africa, tecnologia e finanziamenti dall’Europa. Uno scambio che, nelle intenzioni del presidente, deve produrre vantaggi per entrambe le parti.
Gli accordi

La traduzione pratica di questa linea è arrivata con la firma degli accordi. In tutto tre intese, un memorandum e un protocollo. Il primo accordo riguarda il trasferimento delle persone condannate e rafforza la cooperazione giudiziaria tra Roma e Nairobi, colmando il vuoto lasciato dall’assenza del Kenya nella convenzione del Consiglio d’Europa sul tema. Il secondo stanzia 4 milioni di euro per progetti di resilienza climatica nelle aree aride e semi-aride del Kenya. Il terzo, sempre da 4 milioni, finanzia servizi di assistenza per le vittime di violenza di genere e programmi per l’autonomia economica delle donne nelle contee di Kisumu, Mombasa, Kilifi, Busia e Nyeri.
Accanto agli accordi istituzionali si è mossa anche la finanza. Cassa Depositi e Prestiti firmerà un memorandum con Equity Bank, seconda banca commerciale del Kenya, per sostenere le relazioni tra imprese italiane e keniote. Sul tavolo c’è anche un finanziamento da 30 milioni di euro destinato alle micro, piccole e medie imprese.
Momento fondamentale

A chiudere la giornata è stato Antonio Tajani. Il Ministro degli Esteri ha definito il Business Forum “un momento fondamentale” nelle relazioni tra i due Paesi. Poi ha chiarito quale sia la linea del Governo italiano sulle materie prime africane: niente sfruttamento, ma trasformazione sul posto: “Guai a pensare che le materie prime si prendono e si portano via”, ha detto Tajani. “Si trasformano dove si trovano, così da creare posti di lavoro e rendere più competitivo sia il sistema italiano sia quello del Kenya”.





