Si avvicina l’avvio della nuova stagione delle dichiarazioni dei redditi e Confesercenti richiama l’attenzione di contribuenti e intermediari sulle opportunità – ma anche sugli obblighi – legati alla correzione di eventuali errori nelle dichiarazioni già presentate.
A fare il punto è il quotidiano online dell’Agenzia delle Entrate “FiscoOggi”, che ricorda come sia ancora possibile intervenire su omissioni o inesattezze contenute nei modelli trasmessi negli anni precedenti, a partire dal 2021, attraverso lo strumento della dichiarazione integrativa, disciplinato dall’articolo 2, comma 8, del Dpr n. 322/1998.
Dichiarazione integrativa, le regole
Confesercenti evidenzia che, scaduti i termini per l’annullamento o per l’invio di una dichiarazione correttiva (fissati al 31 ottobre 2025), l’unica strada percorribile è la presentazione di un modello “Redditi integrativo”. Si tratta di una nuova dichiarazione completa, che deve riportare tutti i dati corretti relativi all’anno d’imposta di riferimento, inclusi redditi e oneri non indicati o erroneamente dichiarati.
Come regolarizzare
La procedura è accessibile anche tramite i servizi web dell’Agenzia delle Entrate per le dichiarazioni precompilate degli ultimi cinque anni, oppure attraverso CAF e professionisti abilitati. Resta fondamentale che la dichiarazione originaria sia stata validamente presentata: sono considerate tali anche quelle inviate entro 90 giorni dalla scadenza, pur con applicazione delle sanzioni previste.
Le scadenze da rispettare
I termini per l’invio della dichiarazione integrativa sono stati uniformati dalla normativa, ma restano due riferimenti temporali chiave: il 2 novembre 2026, ossia la scadenza per la dichiarazione relativa all’anno successivo, e il 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione, che per il periodo d’imposta 2024 coincide con il 31 dicembre 2030. Confesercenti sottolinea come questa distinzione non sia solo formale, ma incida concretamente sull’utilizzo degli eventuali crediti e sulla misura delle sanzioni applicabili.
Crediti e debiti, le due opzioni
Nel caso di integrativa a favore del contribuente, da cui emerga un maggior credito o un minor debito, le somme possono essere portate in compensazione o richieste a rimborso. Se la correzione avviene entro il 2 novembre 2026, il credito può essere utilizzato già nella successiva dichiarazione; oltre tale termine, invece, la compensazione sarà possibile solo per debiti maturati negli anni successivi.
Integrative a sfavore
Diversa la situazione per le integrative a sfavore, che comportano un maggior debito o un minor credito: in questo caso è necessario procedere contestualmente al versamento delle imposte dovute, degli interessi e delle sanzioni.
Ravvedimento operoso
Confesercenti richiama infine l’importanza del ravvedimento operoso, che consente di regolarizzare spontaneamente le violazioni beneficiando di una riduzione delle sanzioni. Le recenti modifiche normative, in particolare quelle introdotte dal decreto legislativo n. 87/2024, rafforzano questo strumento incentivando comportamenti collaborativi da parte dei contribuenti.
Verificare la propria posizione
Alla luce anche delle evoluzioni nelle regole della riscossione, l’associazione invita imprese e cittadini a una verifica puntuale delle proprie posizioni fiscali, per evitare aggravi e cogliere tempestivamente le opportunità di regolarizzazione previste dall’ordinamento.





