Il confronto tra gli Stati Uniti e la NATO entra in una fase delicata mentre Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio incontrano il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, in un clima segnato dalle tensioni esplose dopo il conflitto con l’Iran.
Secondo quanto riportato da diverse testate statunitensi, l’amministrazione americana sta valutando una revisione complessiva del ruolo degli Stati Uniti nella NATO, dopo settimane di frizioni con gli alleati europei per la loro riluttanza a sostenere le operazioni militari in Medio Oriente.
Trump, che da tempo critica gli alleati per il mancato contributo alle missioni e per le restrizioni all’uso delle basi europee, ha definito l’Alleanza “una strada a senso unico”, accusando i partner di non aver sostenuto Washington durante l’offensiva contro Teheran.
Le sue dichiarazioni hanno alimentato il timore di un possibile disimpegno americano, mentre alcuni Paesi europei — come Spagna e Francia — hanno limitato l’accesso al proprio spazio aereo e alle proprie infrastrutture militari. Rubio ha ribadito che, una volta concluso il conflitto, gli Stati Uniti “dovranno riesaminare il valore dell’Alleanza”, sottolineando come la crisi abbia messo in luce divergenze profonde sulla gestione della sicurezza internazionale.
L’incontro con Rutte, considerato una figura capace di mediare con la Casa Bianca, mira a ricucire i rapporti e a discutere il futuro della cooperazione transatlantica, in un momento in cui anche la guerra in Ucraina e le tensioni nel Mar Rosso pesano sulle priorità strategiche dell’Alleanza.
Per Bruxelles e le capitali europee, il rischio è che la revisione americana possa tradursi in un ridimensionamento del ruolo degli Stati Uniti nella difesa del continente. Per Washington, invece, il nodo resta la condivisione degli oneri e la disponibilità degli alleati a sostenere operazioni considerate cruciali per la sicurezza globale.





