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Ucraina, raid russo su mercato a Nikopol: 5 morti. Erdogan a Zelensky: “Istanbul pronta a mediare”

Ucraina, raid russo su mercato a Nikopol: 5 morti. Erdogan a Zelensky: “Istanbul pronta a mediare”

Mosca denuncia un morto in Russia e una famiglia uccisa nel Luhansk occupato. Kiev rivendica attacco a impianto militare. Orban: “Bruxelles costringa Zelensky a riaprire Druzhba”. Durov: pagamenti in tilt per blocco VPN
domenica, 5 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato a Istanbul il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha ribadito la disponibilità turca a ospitare negoziati con Mosca, mentre proseguono gli attacchi reciproci e cresce la tensione energetica in Europa.

Il faccia a faccia è durato oltre due ore. “Il presidente Erdogan ha ribadito il sostegno della Turchia a un negoziato con la Russia e la disponibilità di Istanbul come luogo di trattative”, ha comunicato la presidenza turca, sottolineando anche “la grande importanza” della sicurezza della navigazione e delle infrastrutture energetiche nel Mar Nero.

Raid su mercato a Nikopol

Almeno cinque persone sono morte e 19 sono rimaste ferite in un attacco russo con droni contro un mercato a Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk. “Cinque persone sono state uccise… e 19 sono rimaste ferite, tra cui una ragazza di 14 anni in condizioni critiche”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Ganja. Nella notte precedente le forze ucraine hanno riferito il lancio di 286 droni russi a lungo raggio, 260 intercettati dalla difesa aerea.

Altri attacchi hanno colpito diverse città: a Kherson una donna è morta in un bombardamento, mentre a Kostiantynivka un drone ha centrato un’auto civile uccidendo una donna e ferendone un’altra. Nella regione di Poltava infrastrutture energetiche della compagnia Naftogaz sono state incendiate. Secondo la società, dall’inizio dell’anno gli impianti del gruppo sono stati colpiti più di 40 volte. A Kiev è scattato l’allarme antiaereo, con i residenti invitati a cercare riparo mentre la difesa aerea entrava in azione.

Il bilancio del massiccio raid russo di venerdì è salito ad almeno 16 morti, mentre a Kramatorsk quattro persone, tra cui un sedicenne, sono state uccise in nuovi bombardamenti. Le autorità ucraine hanno inoltre annunciato l’evacuazione di sei bambini dalla parte occupata della regione di Kherson: “I minori sono al sicuro e ricevono l’assistenza necessaria”, ha dichiarato il governatore Oleksandr Prokudin.

Attacchi ucraini

Mosca denuncia un morto e diversi feriti in attacchi ucraini nella regione di Rostov. Secondo il governatore locale, una persona è morta a Taganrog e quattro sono rimaste gravemente ferite. Media russi riferiscono inoltre di droni contro impianti chimici a Tolyatti, uno dei quali produrrebbe componenti utilizzati anche negli esplosivi.

Nel Luhansk occupato, le autorità filorusse affermano che un attacco ucraino ha ucciso una coppia e il figlio di otto anni. “Un’intera famiglia è morta”, ha dichiarato il capo locale Leonid Pasechnik. Kiev ha rivendicato un attacco con droni contro il complesso metallurgico di Alchevsk, utilizzato, secondo l’Sbu, per sostenere la produzione militare russa. “A causa dei danni subiti, il complesso ha interrotto l’attività”, si legge nella nota. Secondo Kiev, l’impianto riforniva industrie coinvolte nella produzione di carri armati e artiglieria. Il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha dichiarato: “Stiamo procedendo con fiducia verso l’obiettivo strategico di eliminare oltre 50mila occupanti ogni mese”.

Energia, Orban e Fico contro le sanzioni

Sul fronte europeo cresce lo scontro politico. Il premier ungherese Viktor Orban ha chiesto a Bruxelles di sospendere le sanzioni sull’energia russa e di “costringere Zelensky a riaprire l’oleodotto Druzhba”. Secondo Orban “una grave crisi energetica si sta avvicinando… l’economia europea sta affrontando una carenza di energia”. Posizione analoga del premier slovacco Robert Fico, che ha invitato l’Ue a “riprendere immediatamente il dialogo con la Russia” e a consentire forniture “da tutte le fonti e direzioni possibili, compresa la Russia”.

Russia, pagamenti in tilt

Il fondatore di Telegram Pavel Durov ha denunciato che il blocco delle VPN in Russia ha causato problemi ai pagamenti digitali. “L’intera nazione è ora mobilitata per aggirare queste assurde restrizioni”, ha scritto. Il disservizio ha costretto la metropolitana di Mosca a consentire temporaneamente l’ingresso gratuito, mentre alcuni servizi pubblici hanno invitato i cittadini a utilizzare contanti.

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