Oggi, 27 marzo 2026, prende il via la due giorni dell’Assemblea degli “esterni” della Democrazia Cristiana promossa dall’onorevole Gianfranco Rotondi per riflettere sulla domanda: “il cattolicesimo politico ha ancora qualcosa da dire?”. Ispirata a quella convocata da Flaminio Piccoli nel 1982, che segnò l’apertura del partito al contributo di idee e pensiero di intellettuali, imprenditori e attori pubblici anche lontani dalla DC, l’iniziativa si svolgerà nella Sala Conferenze del Viva Hotel di Avellino, città simbolo della tradizione democristiana, in via Circumvallazione 121.
La scelta della formula degli “esterni” richiama una stagione in cui la DC cercava un dialogo largo con la società civile. Oggi quella stessa impostazione assume una valenza diversa, interrogandosi sulla possibilità di esistere in una forma nuova.
I lavori si apriranno alle ore 16.00 per chiudersi sabato 28 alle ore 20.00. Gli interventi, di non più di 10 minuti ciascuno per consentire a tutti di contribuire, vedranno un parterre ampio e trasversale: Alfredo Antoniozzi, Gianmario Battaglia, Nicola Benedetto, Gianluca Bolognesi, Vito Bonsignore, Maria Agostina Cabiddu, Gennaro Capoluogo, Mara Carfagna, Pierluigi Castagnetti, Rodolfo Ciccioriccio, Luciano Ciocchetti, Marcello Coppo, Rodolfo de Laurentiis, Alessandro Diddi, Renato Farina, Paolo Ferrara, Gianni Festa, Beppe Fioroni, Raffaele Fitto, Luigi Forte, Don Gianni Fusco, Lucio Gaspari, Mariastella Gelmini, Mino Giachino, Paolo Greco, Nike Gruppioni, Raffaele Guarino, Roberto Lagalla, Mario Landolfi, Anna La Rosa, Federico Leone, Luigi Lo Buono, Lucia Lo Palo, Antonio Manzo, Davide Marafino, Antonio Martino, Erminia Mazzoni, Leone Melillo, Giorgio Merlo, Camillo Naborre, Francesca Pascale, Anna Rita Patriarca, Donato Pennetta, Matteo Piantedosi, Paola Picilli, Sergio Potenza, Sandro Raimondi, Gigi Rizzo, Domenico Salerno, Maurizio Sarlo, Luigi Sbarra, Enzo Scotti, Vincenzo Spadafora, Bruno Tabacci, Pierluigi Totaro, Francesco Tufarelli, Stefano Tunis.
Un elenco che restituisce la natura plurale dell’iniziativa. Parteciperanno esponenti provenienti da esperienze politiche diverse – centrodestra, centrosinistra e area civica – accomunati da una formazione o sensibilità cristiana, a conferma di come l’eredità democristiana sia oggi diffusa e non più riconducibile a un unico soggetto politico. “Ci siamo rivolti – spiega Gianfranco Rotondi –a personalità che stimo, della cultura, dell’impresa, a leader politici anche schierati all’opposto, ma di formazione cristiana”.
Questa prima giornata sarà conclusa dal ministro Piantedosi, mentre la seconda dal “decano” della Dc Enzo Scotti, “il solo leader politico democristiano ancora attivo, seppure su un terreno principalmente culturale”, aggiunge Rotondi. Nella giornata di venerdì sono previsti, tra gli altri, gli interventi dei parlamentari Antoniozzi e Tabacci, di Francesca Pascale e del sottosegretario Sbarra; sabato interverranno, tra gli altri, Ciocchetti, Gelmini e Gruppioni e il sindaco di Palermo Lagalla.
A oltre trent’anni dalla dissoluzione della Democrazia Cristiana, nel pieno della crisi seguita a Tangentopoli, l’iniziativa di Avellino si propone non solo come momento di confronto, ma come tentativo di ridefinire un’identità politica che, pur non esistendo più come soggetto unitario, continua a permeare l’intero sistema italiano. In una fase in cui il richiamo ai valori cristiano-sociali riemerge trasversalmente nel dibattito pubblico, la domanda posta da Rotondi intercetta un nodo attuale: esiste ancora uno spazio politico autonomo per questa tradizione oppure essa è ormai pienamente assorbita nei partiti esistenti? “Può darsi – ipotizza Rotondi – che concluderemo che la DC abbia talmente vinto, che le sue ragioni ideali, politiche e programmatiche oggi siano patrimonio di tutti i partiti, di destra, centro e sinistra, e che quindi non ci sia più nessuna ragione che esista una DC. Oppure può darsi che questa assemblea proponga il carisma di qualcuno, che ci carichi con una motivazione nuova. O, ancora, può darsi che qualcuno alzi la mano e dica: questo lo voglio fare io, con un’idea forte, un programma nuovo: voi avete fatto il vostro tempo”.





