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Leone XIV: “Il mondo si ostina nel male, opprime il povero e uccide l’innocente”

Occ: Nel Regina Caeli il Papa richiama le guerre e le violenze del presente: l’amore di Dio non è un premio, ma l’origine di una vita giusta. Poi l’appello per il Sahel e il pensiero alle mamme
lunedì, 11 Maggio 2026
2 minuti di lettura

“Il mondo si ostina nel male che opprime il povero, esclude il debole, uccide l’innocente”. Leone XIV è partito da qui, da una denuncia che ha portato il Vangelo dentro le ferite del presente, nel Regina Caeli recitato ieri in piazza San Pietro nella VI Domenica di Pasqua.

Non una parentesi rispetto alla riflessione sul brano di Giovanni, ma il punto in cui il messaggio evangelico misura la distanza tra l’amore annunciato da Cristo e una realtà ancora segnata dalla violenza, dall’esclusione e dall’ingiustizia.

Chiari, ovviamente, i riferimenti ai tanti conflitti che stanno insanguinando, oramai da tempo, gran parte dei continenti. Il riferimento nasce dal passo in cui Gesù promette ai discepoli il Paraclito, lo “Spirito della verità”, un dono che il mondo non può ricevere finché resta chiuso nella logica del male. Da questa immagine il Pontefice ha sviluppato una meditazione che lega la fede alla responsabilità verso gli altri.

Il male, nelle parole del Santo Padre, non resta confinato alla sfera interiore, ma prende forma quando il povero viene oppresso, il debole lasciato ai margini e l’innocente privato della vita. Quello che in pratica succede all’interno degli scenari delle guerre, dove a pagare il dazio maggiore sono appunto gli innocenti.

Al centro dell’intervento è restato il tema dell’amore di Dio. Il Vescovo di Roma ha commentato le parole di Gesù pronunciate durante l’Ultima Cena, “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”, e ha chiarito che non si tratta di una condizione posta all’uomo per essere accolto: “La nostra giustizia sarebbe allora condizione per l’amore di Dio”, ha spiegato, ma il Vangelo indica il contrario: è l’amore di Dio a rendere possibile una vita giusta. L’uomo non viene amato perché osserva i comandamenti,può osservarli perché è già amato.

Invito alla relazione

In questo passaggio Leone XIV ha messo in guardia da una lettura della fede come scambio o prova da superare. Le parole di Cristo, ha aggiunto, sono “un invito alla relazione, non un ricatto”. I comandamenti non hanno il volto di un peso imposto dall’esterno, ma quello di una via che libera dai “falsi amori” e restituisce ordine alla vita.

La legge evangelica non nasce dalla paura, ma dalla risposta a un amore ricevuto per primo. Da qui il richiamo al comandamento nuovo: amarsi gli uni gli altri come Cristo ha amato. Un amore che, nella riflessione del Pontefice, non conosce riserve, non cerca possesso, non pretende compensi. È Cristo il criterio dell’amore vero, perché il suo dono non si misura sul tornaconto e non si arresta davanti alla fragilità dell’altro: “Solo chi è stato amato può amare”.

Il dono dello Spirito Santo entra allora come presenza che sostiene e difende. Il Paraclito è l’“Avvocato difensore”, colui che accompagna nelle prove e contrasta l’azione dell’Accusatore, descritto come “padre della menzogna”.

Alla logica che separa l’uomo da Dio e gli uomini tra loro, Cristo oppone una comunione che unisce “come popolo di fratelli e sorelle nella Chiesa”. Anche qui il messaggio supera il piano astratto: la fede, per il Santo Padre, si riconosce nella capacità di generare legami e non fratture.

Ringraziamento al popolo delle Canarie

Dopo la preghiera mariana il Papa ha richiamato una delle crisi che segnano il presente e ha manifestato preoccupazione per l’aumento delle violenze nel Sahel, in particolare in Ciad e Mali, colpiti da recenti attacchi terroristici. Ha assicurato quindi la propria preghiera per le vittime e la vicinanza a chi soffre, auspicando la fine di ogni violenza e incoraggiando gli sforzi per la pace e lo sviluppo nella regione.

Nel giorno della Giornata dell’amicizia copto-cattolica, il Pontefice ha poi rivolto poi un saluto a Papa Tawadros II e alla Chiesa copta, con l’auspicio che il cammino comune conduca all’unità in Cristo.

Un ringraziamento è stato riservato anche al popolo delle Isole Canarie per l’accoglienza della nave da crociera ‘Hondius’ con malati di hantavirus, in vista della visita del Papa prevista tra circa un mese. In chiusura, nel giorno della Festa della Mamma, Prevostha dedicato un pensiero a tutte le madri, con una preghiera speciale per quelle che vivono condizioni più difficili.

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