0
Sanzioni Russia Ue, Bruxelles conferma la linea dura sull’energia
Dan Jorgensen, commissario europeo Energia

Ue ribadisce la linea dura: “Nemmeno una molecola di energia russa”. Scontro su Druzhba, nuove sanzioni per Bucha

Ungheria e Slovacchia bloccano prestito da 90mld chiedendo la riapertura di Druzhba. Berlino: veto “inaccettabile”. Kiev punta all’adesione entro il 2027. Morti a Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia e Sumy, droni su Kiev e incendio in un deposito petrolifero russo
martedì, 17 Marzo 2026
2 minuti di lettura

L’Unione europea cerca di tenere insieme tre dossier sempre più intrecciati: sostegno militare e finanziario all’Ucraina, sicurezza energetica e coesione politica interna. Al Consiglio Affari esteri e al Consiglio Energia di Bruxelles la linea della maggioranza dei governi è stata chiara: nessun ritorno alla dipendenza energetica da Mosca e nessun allentamento della pressione economica sul Cremlino, nonostante la crisi in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi dell’energia. Il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha respinto l’idea di riaprire alle forniture russe a basso costo: “In futuro non importeremo più nemmeno una singola molecola dalla Russia”. Per Berlino tornare al gas russo “non è un’opzione”, ha ribadito la ministra dell’Economia Katherina Reiche. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che allentare le sanzioni sul petrolio russo sarebbe “un pericoloso precedente”, soprattutto mentre la crisi nello Stretto di Hormuz rischia di aumentare le entrate di Mosca.

Divisioni europee

Sul piano politico però l’Unione resta divisa. Ungheria e Slovacchia hanno legato il via libera al prestito europeo da 90 miliardi di euro per Kiev alla riattivazione del flusso di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Il premier slovacco Robert Fico ha accusato l’Ue di non poter “dare priorità agli interessi dell’Ucraina rispetto a quelli degli Stati membri”. Il ministro ungherese Péter Szijjártó ha definito le sanzioni “un grande fallimento” e ha sostenuto che normalizzare i rapporti con Mosca sarebbe “un passo avanti davvero importante”, denunciando anche un presunto “asse Bruxelles Berlino Kiev”.

La Germania ha reagito duramente. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha definito “inaccettabile” il veto sul prestito, avvertendo che chi lo blocca “fa il gioco della Russia”. Anche Parigi ha ribadito che l’escalation in Medio Oriente “non ci distrae dall’Ucraina”, ha detto il ministro Jean Noël Barrot. Nel frattempo il Consiglio Ue ha sanzionato nove persone ritenute responsabili del massacro di Bucha del 2022, tra cui alti ufficiali russi accusati di esecuzioni, torture, saccheggi e deportazioni nelle aree occupate attorno a Kiev. Bruxelles ha inoltre rafforzato la strategia contro le minacce ibride, attribuendo alla Russia e ai suoi alleati campagne di sabotaggio, ingerenza e disinformazione contro l’Unione e il sostegno europeo all’Ucraina.

Adesione di Kiev e sicurezza energetica

Kiev cerca intanto di rendere irreversibile il legame con l’Europa. La commissaria all’Allargamento Marta Kos ha annunciato l’avvio “dei negoziati tecnici su tutti i cluster rimanenti” nel processo di adesione. Il vicepremier ucraino Taras Kachka ha definito “realistica” la firma del trattato di ingresso nell’Ue entro il 2027, se entro il 2026 saranno completate le riforme su giustizia, stato di diritto e anticorruzione. Parallelamente il governo punta a rafforzare il sistema energetico dopo tre anni di attacchi russi alle infrastrutture. Il ministro dell’Energia Denys Shmyhal ha spiegato che l’obiettivo è preparare il prossimo inverno aumentando “la resilienza energetica” con generazione decentralizzata, rinnovabili e integrazione del mercato elettrico con quello europeo.

La guerra sul terreno

Intanto i combattimenti continuano. Attacchi russi hanno provocato almeno tre morti nelle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia e diversi feriti, tra cui bambini. A Sumy due civili sono stati uccisi da droni mentre lavoravano o viaggiavano in motocicletta. Un raro raid diurno ha colpito anche Kiev, dove frammenti di droni sono caduti vicino a piazza Maidan. A Kharkiv altre persone sono rimaste ferite. Dall’altra parte, un deposito di petrolio nel territorio russo di Krasnodar è andato in fiamme dopo un attacco attribuito a droni ucraini. Mosca ha inoltre dichiarato di aver abbattuto nel fine settimana circa 250 droni diretti verso la capitale.

Mosca e il nodo negoziati

Il Cremlino continua ad accusare Kiev di sabotare i negoziati. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha sostenuto che è l’Ucraina a frenare una soluzione diplomatica e ha liquidato come priva di novità la recente visita di un rappresentante francese a Mosca. Da Bruxelles la lettura è opposta. Il commissario europeo Andrius Kubilius ha affermato che “la pace non è all’orizzonte” e che solo un’Ucraina più forte potrà aprire la strada a una pace giusta.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Lavoro e Veronese (Uil): Cassa integrazione, segnali di difficoltà per l’intero sistema produttivo

Cassa integrazione, dalle ore autorizzate nuovo segnale di difficoltà per…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…