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Lollobrigida: “Il vino non è in crisi, ma la crescita rallenta"

Lollobrigida: “Il vino non è in crisi, ma la crescita rallenta”

venerdì, 13 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Ma quale è lo stato di salute del settore vitivinicolo dell’Italia? Secondo il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto oggi in video collegamento al forum di Assoenologi, non attraversa una fase critica, ma di certo sta vivendo un rallentamento dopo anni di crescita sostenuta.

Per il Ministro il settore registra “un momento di stagnazione della crescita esponenziale che ha avuto negli anni precedenti”. Un rallentamento che si accompagna anche a cambiamenti nelle abitudini dei consumatori. “Alcuni vini vengono meno commercializzati perché c’è un cambio di consumi”, ha spiegato, sottolineando come le aziende stiano adattando le proprie strategie. “I nostri imprenditori stanno cambiando il quantitativo di produzione, che è uno degli elementi che determina i prezzi”.

Lollobrigida ha poi richiamato l’attenzione sulle politiche per il futuro dell’agricoltura e su questo tema ha fatto riferimento al provvedimento ‘Coltiva Italia’, attualmente in discussione in Parlamento.

L’obiettivo, ha detto, è favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo: “Stiamo lavorando per dare ai giovani la possibilità di continuare a fare gli agricoltori, garantendo quel ricambio generazionale di cui si parla da sempre”. Un processo che, secondo il Ministro, si fonda su due fattori fondamentali: “la passione” e “il reddito degli agricoltori che deve essere garantito”.

Valore culturale ed economico

Nel suo intervento il Ministro ha inoltre difeso il valore culturale ed economico del vino, invitando a un consumo responsabile ma criticando le posizioni che tendono a demonizzare il prodotto: “Il vino va bevuto con responsabilità. Dopo di che c’è un atteggiamento di criminalizzazione di questo prodotto che non ha alcuna ragione di essere e porta invece dei danni impattanti sull’economia di tante nazioni”.

Lollobrigida ha quindi parlato di “attacco” al vino che, a suo avviso, non era atteso da parte della comunità scientifica, “seppur non in maniera unificata. È stato detto di tutto, come se fosse esclusivamente alcol, come se non si dovesse tener conto degli approcci di altra natura”.

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