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A Tirana funzionari dei Balcani a scuola d’Europa

Su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per la Pubblica Amministrazione, nella capitale albanese il terzo ciclo del programma internazionale di formazione per i funzionari dei Balcani occidentali
venerdì, 13 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Modernizzare la macchina dello Stato nei Balcani occidentali e preparare le amministrazioni pubbliche della regione agli standard dell’Unione Europea. È questo l’obiettivo del terzo ciclo del programma internazionale di formazione per i funzionari pubblici avviato a Tirana su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri italiano e del Ministero per la Pubblica Amministrazione.
Al programma partecipano dirigenti e funzionari provenienti dai Paesi dei Balcani occidentali, coinvolti in un percorso di formazione e scambio di competenze pensato per rafforzare la qualità delle amministrazioni pubbliche e accompagnare il percorso di integrazione europea della regione.

Ad aprire i lavori è stato l’ambasciatore d’Italia in Albania, Marco Alberti, che ha ricordato come la qualità delle istituzioni dipenda in larga parte dalle competenze di chi lavora nella pubblica amministrazione. «Investire nella formazione dei funzionari pubblici – ha sottolineato – significa rafforzare lo Stato e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Il programma affronta alcuni dei nodi più importanti per la modernizzazione degli apparati pubblici: la trasformazione digitale dei servizi pubblici, il rafforzamento delle amministrazioni locali, la gestione dei fondi europei e lo sviluppo della leadership nel settore pubblico.
Temi tutt’altro che tecnici. Per l’Unione Europea, infatti, la capacità amministrativa degli Stati candidati rappresenta uno dei requisiti fondamentali del processo di adesione. Non basta recepire le norme europee: serve una pubblica amministrazione capace di applicarle, gestire le risorse comunitarie e offrire servizi efficienti ai cittadini.

In questo percorso l’Italia si conferma il partner europeo più impegnato nel sostenere l’avvicinamento dell’Albania e dei Balcani occidentali all’Unione Europea. Non solo sul piano economico e politico, ma anche attraverso programmi di cooperazione istituzionale che puntano a formare una nuova generazione di funzionari pubblici.
Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per il futuro europeo della regione.

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