Mentre Kiev e Mosca proseguono i contatti indiretti, lo scontro politico tra Ucraina e Ungheria si inasprisce e dagli Stati Uniti arriva un nuovo monito del presidente Donald Trump al leader ucraino Volodymyr Zelensky.
In un’intervista a Politico, Trump ha invitato Kiev ad accelerare i negoziati con Mosca. “Zelensky deve darsi da fare e concludere un accordo”, ha dichiarato, sostenendo che la posizione negoziale dell’Ucraina si sia progressivamente indebolita. “Non avete le carte. Ora ne avete ancora meno”, ha aggiunto, affermando di ritenere che il presidente russo Vladimir Putin sia “pronto a un accordo”. Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono i contatti diplomatici avviati negli ultimi mesi tra Russia, Ucraina e mediatori internazionali.
Scontro Ucraina Ungheria
Intanto cresce la tensione tra Kiev e Budapest. Il ministero degli Esteri ucraino ha convocato l’incaricato d’affari ungherese dopo l’arresto a Budapest di sette cittadini ucraini, dipendenti della banca statale Oschadbank, accusati di riciclaggio di denaro.
Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga ha parlato apertamente di cittadini “presi in ostaggio” e ne ha chiesto il rilascio immediato. In risposta, Kiev ha sconsigliato ai propri cittadini di recarsi in Ungheria, denunciando “azioni arbitrarie” delle autorità locali. Budapest respinge le accuse e rilancia.
Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó sostiene che da gennaio sarebbero transitati attraverso il Paese “900 milioni di dollari e 420 milioni di euro in contanti, oltre a 146 chili d’oro”, sollevando il sospetto di attività legate alla “mafia di guerra”. Lo scontro riguarda anche l’energia. Il premier Viktor Orbán ha minacciato di sospendere ulteriori forniture critiche all’Ucraina se Kiev continuerà a ostacolare il flusso di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba.
Le reazioni europee
La Commissione europea ha invitato entrambe le parti ad abbassare i toni dopo alcune dichiarazioni di Zelensky contro Budapest. Il portavoce Olof Gill ha definito “inaccettabile” qualsiasi minaccia contro Stati membri dell’Ue, ribadendo che la priorità resta l’attuazione del prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina.
Nel frattempo il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero non essere in grado di fornire missili Patriot sia ai Paesi del Golfo sia all’Ucraina dopo la crisi in Medio Oriente, invitando l’Europa ad aumentare la produzione di sistemi di difesa.
Scambio di prigionieri e nuove tensioni
Sul terreno continuano gli scontri. Le autorità filorusse nella regione occupata di Kherson riferiscono che un attacco con droni ucraini nella città di Oleshky avrebbe ucciso due civili e ferito altre dodici persone.
Il Cremlino ha inoltre annunciato che Vladimir Putin ha presieduto una riunione al Cremlino dedicata all’analisi dell’esperienza militare maturata nel conflitto e al miglioramento dell’impiego degli equipaggiamenti. Mosca ha anche avvertito che l’eventuale dispiegamento di armi nucleari in Finlandia sarebbe considerato “una minaccia”, promettendo contromisure.
Intanto Russia e Ucraina hanno completato un nuovo scambio di prigionieri di guerra. Secondo quanto annunciato da entrambe le parti, 300 militari per ciascun Paese sono stati rimpatriati. Il presidente ucraino ha scritto sui social che “300 difensori ucraini tornano a casa”, precisando che tra i liberati ci sono anche due civili detenuti da Mosca, molti dei quali “da più di un anno e alcuni dal 2022”.
Il ministero della Difesa russo ha confermato lo scambio spiegando che i militari russi liberati si trovano temporaneamente in Bielorussia per ricevere assistenza medica e psicologica prima del trasferimento in Russia. Gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti hanno fornito assistenza umanitaria durante l’operazione. Il giorno precedente era già avvenuto uno scambio di 200 prigionieri per parte.
Zelensky nel Donbas
In questo contesto Zelensky ha diffuso un video girato a Druzhkivka, nel Donbas, una delle città della cosiddetta “cintura delle fortezze” che Mosca chiede a Kiev di cedere come condizione per un accordo di pace. “Oggi Donetsk, la nostra terra, i nostri soldati”, ha scritto il presidente ucraino nel messaggio che accompagna il filmato. “I russi non rinunciano alla guerra e qui, nella regione di Donetsk, preparano un’offensiva per la primavera. È importante che le nostre posizioni siano forti. Il male deve essere fermato”. Zelensky ha ringraziato le brigate impegnate sul fronte orientale e ha concluso con lo slogan diventato simbolo della resistenza ucraina: “Gloria ai nostri soldati! Gloria all’Ucraina!”.





