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Lagarde a Bologna: l’IA può rilanciare la crescita, ma la frammentazione globale è un rischio

Lagarde a Bologna: l’IA può rilanciare la crescita, ma la frammentazione globale è un rischio

Proteste antagoniste a Bologna contro la presidente Bce. Intervento alla Global Risk Lecture della Johns Hopkins University
sabato, 7 Marzo 2026
3 minuti di lettura

In strada una Bologna blindata per la visita della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde. In piazza i gruppi antagonisti pronti alla protesta. Nella sala l’abbraccio tra la leader della Bce e l’ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi.

Contestazioni e saluti hanno fatto da sfondo all’intervento della presidente della Bce alla 2026 Annual Global Risk Lecture, intitolata “Technology, fragmentation and the new uncertainty”, organizzata dalla Johns Hopkins University a Bologna in onore dell’economista Robert Mundell.

Durante il suo intervento la Lagarde non ha nascosto le sue preoccupazioni ma anche le potenzialità sul futuro dell’economia globale: l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per rilanciare la produttività mondiale, ma la crescente frammentazione geopolitica e commerciale rischia di vanificarne i benefici, provocando quello che ha definito un vero e proprio “autolesionismo economico”.

Sferzata alla produttività

Secondo la presidente della Bce, stime recenti indicano che l’IA potrebbe aumentare la crescita annuale della produttività fino a 1,5 punti percentuali, un incremento che non si vedeva dall’inizio del Novecento.

Allo stesso tempo, però, una grave frammentazione dei mercati globali potrebbe ridurre la produzione mondiale fino al 7% del Pil nel giro di un decennio, un valore equivalente alle economie combinate di Germania e Giappone.

La crisi demografica

In un contesto segnato dall’invecchiamento demografico, dalla necessità di nuovi investimenti e da margini fiscali limitati nei Paesi avanzati, la scelta tra questi due scenari diventa cruciale.

Lagarde ha paragonato l’attuale fase storica agli anni Venti del secolo scorso, quando la frammentazione economica finì per danneggiare la crescita nonostante importanti progressi tecnologici. Oggi, ha osservato, l’intelligenza artificiale sta rilanciando il commercio globale proprio mentre tensioni geopolitiche, restrizioni sui dati e standard tecnologici divergenti rischiano di interromperlo.

AI centrale per lo sviluppo

“La dipendenza della tecnologia dall’integrazione globale è così profonda che la frammentazione inizierebbe a eroderla quasi immediatamente”, ha spiegato Lagarde. “Più l’intelligenza artificiale diventa centrale per la crescita mondiale, più la frammentazione geopolitica diventa sistematicamente costosa”.

L’Ue e lo sviluppo della AI

L’Unione Europea rappresenta circa un quinto del mercato globale dell’IA e le grandi aziende tecnologiche statunitensi ricavano circa un quarto dei loro ricavi dal mercato europeo. Ma se i mercati si frammentassero a causa di divergenze normative, obblighi di localizzazione dei dati o restrizioni permanenti, ha avvertito Lagarde, “la logica degli investimenti crollerebbe”.

A differenza del passato, quando un campione nazionale poteva bastare a sostenere un mercato interno, nel caso dell’intelligenza artificiale “un campione nazionale non può sopravvivere solo con la domanda domestica”.

Il paradosso delle economie

La presidente della Bce ha evidenziato quello che ha definito un vero paradosso: proprio nel momento in cui i vantaggi dell’integrazione economica sono più evidenti, la volontà politica di cooperare sembra ai minimi storici. “Tutte le principali economie, compresi gli Stati Uniti, hanno un interesse diretto e urgente a contenere la frammentazione”, ha detto, “non per attaccamento all’ordine globale, ma perché l’alternativa è l’autolesionismo economico”.

Nel suo intervento Lagarde ha affrontato anche il tema dell’incertezza strutturale dell’economia globale, segnata negli ultimi anni da eventi come la pandemia, la guerra in Ucraina e l’uso crescente della politica commerciale come strumento geopolitico. In questo contesto, ha spiegato, i modelli macroeconomici tradizionali non sono più sufficienti e la Bce sta integrando nuove analisi di scenario e parallelismi storici per comprendere meglio le dinamiche in corso.

Anche gli amici possono essere nemici

Un passaggio è stato dedicato anche al progetto dell’euro digitale, definito essenziale per garantire la sovranità monetaria europea in un’epoca in cui “anche gli amici possono diventare avversari”, e la fiducia nei sistemi finanziari può cambiare rapidamente. “Serve per assicurarci di avere sempre un’alternativa europea sulla quale abbiamo controllo”, ha affermato Lagarde, ricordando che il progetto è iniziato sei anni fa e potrebbe essere ancora in fase pilota alla fine del suo mandato nel 2027, anche se la tecnologia potrebbe accelerarne lo sviluppo.

Lagarde abbraccia Prodi

All’interno della sala della Johns Hopkins, tra studenti e ospiti – tra cui l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, accolto da Lagarde con un lungo abbraccio – il dibattito si è concentrato sui temi economici e sulle sfide della globalizzazione tecnologica.

All’esterno, però, la contestazione è rimasta il contrappunto politico della giornata. Diverse sigle antagoniste – tra cui i centri sociali Làbas, Tpo e Ugs Bologna – insieme a Potere al Popolo, Cambiare Rotta e Osa avevano dato appuntamento ai manifestanti in città con lo slogan “Contro i re del nostro tempo, contro la gabbia della nazione, contro la guerra. We want democracy”. Tra cori e striscioni, alcuni gruppi hanno gridato “Christine Lagarde devi andartene”, ribadendo la loro opposizione alle politiche economiche e militari dell’Unione europea.

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