Secondo i dati diffusi dall’Aeronautica militare ucraina e rielaborati su base mensile, a febbraio la Russia ha lanciato 288 missili contro il territorio ucraino. A gennaio erano stati 135. L’aumento supera il 100 per cento in un solo mese. È il numero più alto registrato dall’inizio del 2023, da quando Kiev pubblica con regolarità i rapporti sugli attacchi notturni. Il precedente picco risaliva all’ottobre 2025, con 270 missili.
Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito dal presidente ucraino, la Russia ha lanciato in una sola notte circa 420 droni e 39 missili, inclusi missili balistici, colpendo almeno otto regioni del Paese. “È un attacco deliberato contro le infrastrutture critiche e gli edifici residenziali”, ha dichiarato Volodymyr Zelensky, parlando di decine di feriti, tra cui bambini. Gran parte dei raid di febbraio ha preso di mira infrastrutture energetiche. In un inverno particolarmente rigido, le autorità ucraine parlano di interruzioni di corrente e riscaldamento per centinaia di migliaia di persone, definendo la situazione “la peggiore crisi energetica dall’inizio dell’invasione su larga scala del febbraio 2022”. Secondo stime ufficiali, durante l’intera stagione invernale sono stati condotti migliaia di attacchi combinati con droni, missili e bombe guidate contro obiettivi energetici e logistici.
Odessa e Kharkiv sotto attacco
Nella notte tra sabato e domenica le forze russe hanno lanciato 123 droni d’attacco. L’aeronautica ucraina afferma di averne abbattuti 110. Nella regione orientale di Dnipropetrovsk un uomo è morto e quattro persone sono rimaste ferite. Il capo dell’amministrazione militare regionale ha riferito che “il nemico ha attaccato tre distretti della regione dieci volte con droni e artiglieria”. Nel distretto di Synelnykove, ha aggiunto, “sono state colpite le comunità di Slavgorod e Mezhivska. Le abitazioni sono state danneggiate. Purtroppo, un uomo è morto”. Altri attacchi sono stati segnalati a Odessa, sul Mar Nero, e a Kharkiv, nel nordest. A Odessa un raid ha provocato feriti, tra cui un minore, mentre a Kharkiv un incendio in un dormitorio ha costretto all’evacuazione dei residenti, secondo quanto comunicato dalle autorità locali.
Mosca accusa Kiev: “Attacco terroristico” a Bryansk
Sul fronte opposto, le autorità russe hanno denunciato un attacco di droni ucraini nella regione di Bryansk, al confine con l’Ucraina. Il governatore Aleksandr Bogomaz ha dichiarato che un drone avrebbe colpito un veicolo civile nel villaggio di Chernookovo, uccidendo una donna. “I terroristi ucraini hanno lanciato un attacco mirato con un drone suicida contro un veicolo civile in movimento”, ha affermato il governatore, parlando di “attacco terroristico” e porgendo le condoglianze alla famiglia della vittima.
La “flotta ombra” e il sequestro in Belgio
Parallelamente agli scontri militari, cresce la pressione sulle reti utilizzate da Mosca per esportare petrolio aggirando le sanzioni occidentali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “decisiva” la scelta del Belgio di sequestrare una petroliera collegata alla cosiddetta flotta ombra russa. La nave, già sottoposta a sanzioni da parte di Stati Uniti, Unione europea e Regno Unito, avrebbe continuato a trasportare greggio russo con bandiera e documenti falsi. “Accogliamo con favore questa forte azione contro il portafoglio galleggiante di Mosca”, ha scritto Zelensky, ringraziando anche la Francia per il sostegno all’operazione.
Il presidente ucraino ha chiesto un inasprimento delle norme europee, sostenendo che le petroliere coinvolte “non vengano semplicemente fermate, ma sequestrate, e il loro petrolio riutilizzato per la sicurezza dell’Europa”. Secondo Zelensky, “la Russia opera come un’organizzazione mafiosa e la risposta deve essere all’altezza di questa realtà. Se rifiutano le regole in nome della guerra, le regole devono prevedere una risposta chiara e ferma”.



