“L’Italia ha sempre rispettato gli impegni assunti. Non condividerei un ritiro degli Stati Uniti, ma dobbiamo rafforzare la nostra capacità di difesa”. Ieri, dal vertice della Comunità politica europea a Yerevan, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato uno dei nodi che attraversano il dibattito nell’Alleanza atlantica: il possibile ridimensionamento della presenza americana in Europa e le conseguenze sugli equilibri di sicurezza.

Il Premier ha richiamato un confronto aperto da tempo a Washington. Non ha indicato previsioni sugli sviluppi, ma ha osservato che l’ipotesi di un disimpegno ha già prodotto effetti nel dibattito europeo. Da qui la necessità, secondo Meloni, di rafforzare gli strumenti di difesa e di costruire una capacità autonoma. La scelta finale spetterà agli Stati Uniti, ma l’Europa non può restare in attesa. In questo quadro il Primo Ministro ha sottolineato il percorso dell’Italia, che negli anni ha contribuito alle missioni internazionali anche in scenari lontani dagli interessi diretti. Afghanistan e Iraq restano i riferimenti di un impegno sviluppato in ambito Nato, senza richieste formali su decisioni unilaterali.
Bilaterale con Carney
Il tema della sicurezza si intreccia con quello dell’energia, indicato come uno dei punti centrali nel confronto tra i partner europei. A Yerevan, Meloni ha avuto un colloquio con il Primo Ministro canadese Mark Carney, occasione per verificare lo stato della cooperazione bilaterale. Al centro del dialogo, innovazione, difesa e approvvigionamento di materie prime considerate essenziali per la tenuta dei sistemi industriali. Italia e Canada condividono una linea anche in ambito G7, con attenzione alla resilienza delle catene di fornitura e al contrasto delle reti di traffico di migranti, in vista del vertice di Evian. Nel confronto tra i due leader sono emerse anche le principali questioni internazionali.

Dalla guerra in Ucraina alla situazione nel Golfo, il quadro resta segnato da tensioni. Meloni e Carney hanno ribaditoil sostegno a una soluzione negoziale per Kiev e richiamato la necessità di garantire stabilità in Medio Oriente, con riferimento alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La dimensione energetica entra così nella strategia diplomatica italiana, che punta a diversificare i partner e a consolidare relazioni nel medio periodo. I viaggi recenti in Algeria e nei Paesi del Golfo, insieme alla missione prevista in Azerbaigian, si inseriscono in questo disegno, con l’obiettivo di assicurare forniture di gas e petrolio.
Italia e Svizzera
Sempre ieri Meloni ha incontrato il Presidente svizzero Guy Parmelin in un bilaterale dedicato alla questione delle fatture ospedaliere per i feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Dal colloquio è emersa una prima garanzia: le famiglie non riceveranno richieste di pagamento. La gestione della vicenda proseguirà attraverso un confronto tra Roma e Berna, chiamate a individuare una soluzione condivisa.
Intanto i rapporti con Washington restano al centro dell’agenda. Venerdì alle 11.30 Meloni riceverà a Palazzo Chigi il Segretario di Stato Marco Rubio, atteso a Roma dal 6 all’8 maggio. Rubio incontrerà anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e sarà ricevuto da Papa Leone XIV. Insomma, prove di disgelo per gli Usa con il Vaticano e con l’Italia dopo le ultime settimane cariche di tensioni per la diversità di vedute di Prevost e Meloni nei confronti di Trump.





