Effetto immediato delle accise sui carburanti, con rincari registrati nel fine settimana sulla rete distributiva italiana. Dal 2 maggio, con la riduzione dello sconto fiscale, gli operatori hanno aggiornato i prezzi consigliati: la benzina segna un aumento di 18,3 centesimi al litro, mentre il Gpl cresce di 5 centesimi, valori comprensivi di Iva. A pesare anche il ritocco di Eni, che già il 1° maggio – ultimo giorno prima della rimodulazione – aveva aumentato di 2 centesimi il prezzo consigliato della benzina.
L’impatto si riflette sui prezzi alla pompa. Secondo i dati del Mimit aggiornati al 4 maggio, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self sale a circa 1,899 euro al litro, in netto aumento rispetto a 1,756 euro rilevati il 1° maggio. Il diesel self resta invece sostanzialmente stabile, attestandosi intorno a 2,05 euro al litro.
Nel dettaglio della rete nazionale, elaborato da Quotidiano Energia su dati Osservaprezzi, la benzina self si posiziona mediamente a 1,898 euro al litro, con variazioni tra 1,871 e 1,938 euro (1,864 per le pompe no logo). Il diesel self registra una media di 2,052 euro al litro, con oscillazioni tra 2,047 e 2,070 euro (2,046 no logo).
Altri numeri
Sul servito, la benzina raggiunge una media di 2,012 euro al litro, in crescita rispetto a 1,891 euro del 1° maggio, con punte fino a 2,100 euro negli impianti delle compagnie. Il diesel servito si attesta invece a 2,191 euro al litro, in lieve calo rispetto ai 2,194 precedenti.
Per quanto riguarda gli altri carburanti, il Gpl si colloca tra 0,823 e 0,846 euro al litro (0,811 no logo), mentre il metano per auto oscilla tra 1,548 e 1,647 euro al chilogrammo.
Nonostante il calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati registrato a fine settimana e confermato anche nelle prime ore di oggi, l’effetto accise domina il mercato interno, determinando un rialzo significativo soprattutto sulla benzina.





