giovedì, 23 Settembre, 2021
Sanità

Operatori socio sanitari. Il Senato discute la valorizzazione.

Sono un pò l’ultima ruota del carro, ma hanno il vantaggio di essere sempre presenti con i pazienti, di avere nel dna professionale l’impegno e la dedizione. Ora a sostenere il lavoro degli Operatori socio sanitari è anche Giuseppe Carbone, segretario generale Fials, che rilancia il Disegno di legge sulla riforma è riconoscimenti dell’Oss.

“L’operatore socio-sanitario ha una sua dignità di ruolo e professione, e come tale deve essere valorizzato all’interno dell’equipe: questo Ddl risponde bene alla sfida di adeguarne il profilo in rapporto al mutato quadro epidemiologico e demografico del Paese e ai nuovi bisogni di salute del cittadino”, spiega Giuseppe Carbone, segretario generale Fials. Il Disegno di legge è in discussione al Senato per l’esame nelle commissioni competenti, e redatto da Paola Boldrini del gruppo PD, vicepresidente della Commissione igiene e sanità.

 

PROFILO PROFESSIONALE NUOVO

“L’emergenza pandemica”, prosegue Carbone, “ha stravolto i paradigma della società, dell’economia e soprattutto della sanità, evidenziando quanto sia importante la collaborazione tra tutti gli stakeholder della salute. I professionisti tutti, ognuno con le proprie competenze, hanno dimostrato il loro peso per la tenuta del Sistema sanitario nazionale, ora sta al Governo e alla parte politica, ricambiare l’impegno”. La Fials “non può che apprezzare il Disegno di legge e lo sosterrà nell’iter legislativo e nelle audizioni parlamentari, per valorizzare la figura dell’Oss”.

Il segretario della Fials fa il punto della situazione e, come tra false partenze e progetti di riforma il 2021 sarà l’anno della svolta. “Un primo passo, poi disatteso, è stato fatto con la legge Lorenzin, che ha inserito la figura nell’area socio-sanitaria, anzichè nel ruolo tecnico. Oggi, questo Ddl”, commenta il segretario generale Fials, “dà all’Oss la dignità di un percorso formativo uniforme a livello nazionale, l’opportunità e il dovere di avere una formazione continua per l’aggiornamento delle proprie conoscenze”.
In tale direzione va l’introduzione dell’obbligo di svolgere una formazione annuale di almeno quindici ore. “Riteniamo questa modifica al profilo professionale dell’Operatore”, fa presente Carbone, “un ulteriore fattore di garanzia di qualità delle cure al cittadino”.

 

ORGANIZZAZIONE MULTIPROFESSIONALE

“Certamente”, sottolinea Fials, “la valorizzazione di questo profilo non deve essere in alcun modo utilizzata come sostituto di altri professionisti sanitari, per una mera causa economica o per la grave carenza di personale dettata da scelte politiche degli ultimi anni”.

L’attività di assistenza e l’impegno saranno per la Fials premiati.

“A 20 anni dalla sua istituzione, l’operatore socio-sanitario è divenuto un profilo importante all’interno dell’equipe sanitaria di tutti i luoghi di cura. Siamo convinti”, conclude Carbone, “che l’organizzazione multiprofessionale e l’attività integrata siano lo strumento vincente per valorizzare competenze, conoscenze e abilità di ogni figura professionale per una sanità che metta davvero al centro la persona”.

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