venerdì, 25 Giugno, 2021
Sanità

Vaccinazioni in farmacia. Anelli (Fnomceo): somministrazioni solo in presenza di un medico

Nuova disputa sulle vaccinazioni in farmacia. A puntare i piedi è la Fnomceo, la Federazione dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che chiede al Governo che sia assicurata la presenza del medico nelle farmacie che faranno le somministrazioni. Una richiesta su cui la Federazione dei medici non intende fare passi indietro, e che ora attende una risposta a breve.

“Imprescindibile resta il tema della sicurezza. Il vaccino è un farmaco e deve essere somministrato, così come prevedono le agenzie regolatorie, solo previa prescrizione del medico, ossia dopo la valutazione anamnestica e clinica”, sottolinea il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli che riconosce la giusta esigenza di accelerare e ampliare la campagna di vaccinazione, ma “non può andare a discapito della sicurezza”. La richiesta della Fnomceo a stretto giro di posta dall’approvazione del decreto Sostegni che ha cancellato la precedente norma (prevista nella legge di Bilancio) che aprendo alle vaccinazioni in farmacia stabiliva che vi dovesse essere comunque la supervisione del medico. Norma ora soppressa.

 

RISPETTO DELLE SPECIFICHE COMPETENZE

“Comprendiamo e condividiamo la necessità da parte del Governo di aumentare i punti di somministrazione dei vaccini, nel momento in cui finalmente dovessimo disporne in quantità sufficienti”, ricorda il Presidente, Filippo Anelli, “In questo senso, e per la sola durata della fase emergenziale, può essere prevista la somministrazione dei vaccini anti-Covid nelle farmacie. Somministrazione che andrebbe anzi estesa alle parafarmacie, in particolare quelle presenti nei centri commerciali, ove affluisce un gran numero di cittadini”. Insomma le vaccinazioni vanno fatte sempre e sotto la supervisione, in presenza, di un medico, “che possa raccogliere il consenso informato, valutare lo stato di salute del paziente e gestire in maniera pronta eventuali effetti collaterali”. Questo, sottolinea Filippo Anelli, prevede l’Agenzia italiana del Farmaco, che espressamente raccomanda in caso di somministrazione del vaccino “assistenza medica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica”.
“In questo momento emergenziale è necessario il contributo di tutti per uscire dalla crisi, nel rispetto delle specifiche competenze che appartengono alle singole professioni”, spiega il Presidente della Federazione dei medici chirurghi e odontoiatri, “È per questo che tutti i 450.000 medici e odontoiatri sono scesi in campo, rispondendo alla chiamata deontologica di tutelare i cittadini: a infoltire l’esercito dei medici dipendenti e dei colleghi arruolati come vaccinatori sono arrivati ora 164.800 tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, odontoiatri, medici specializzandi, medici volontari”.

COINVOLGERE I 70MILA FARMACISTI DI COMUNITA’

La posizione della Federazione quindi non è di chiusura ma di coinvolgimento con alcune proposte e paletti.
“Accogliamo, quindi, con favore l’individuazione di nuove sedi vaccinali e il coinvolgimento di tutti i professionisti, dei farmacisti e degli infermieri, in una sinergia di competenze peculiari e specifiche”, continua Anelli, “anzi, riteniamo che, alle 19000 farmacie territoriali, vadano affiancate le parafarmacie, e in particolare quelle dei centri commerciali, facilmente accessibili e con spazi esterni adeguati a ospitare, in sicurezza, grandi quantità di persone. Questo anche per coinvolgere tutti i 70mila farmacisti di comunità, senza preclusioni”. Su una questione la Fnomceo vuole chiarezza, ossia su un modello organizzativo certo.
“Riteniamo, tuttavia, che occorra un modello organizzativo unitario a livello nazionale, in grado di coordinare tutti i professionisti che hanno offerto la loro disponibilità, garantendo, nel contempo, la sicurezza delle cure”, aggiunge e conclude Anelli, “Questo per garantire i diritti, sanciti dalla Legge e dalla Costituzione, dei cittadini: quello all’autodeterminazione, da erogarsi attraverso il consenso informato, che la Legge 219/2017 definisce come atto “nel quale si incontrano l’autonomia decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale e la responsabilità del medico”. E quello, costituzionalmente protetto, alla tutela della salute”.

Una sollecitazione arriva dalla Federazione anche per il coinvolgimento delle parafarmacie.
“Per questo in tutte le sedi vaccinali, e quindi anche nelle farmacie e nelle parafarmacie, la sicurezza della prestazione dovrà essere una certezza”, propone Anelli, “Sicurezza che, come sancito anche dalle autorità regolatorie all’atto dell’immissione in commercio dei preparati e dal Ministero della Salute, passa attraverso diversi step, che, tutti, richiedono la presenza del medico: l’anamnesi, la valutazione dello stato di salute del paziente e l’eleggibilità alla vaccinazione, l’eventuale scelta della tipologia di vaccino in concomitanza di condizioni particolari, e, non ultime”, conclude il presidente della Fnomceo, “prevenzione e la gestione di possibili, seppur rari, eventi avversi di varia gravità, anche attraverso la pronta somministrazione dei farmaci adeguati”.

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