venerdì, 16 Aprile, 2021
Economia

Ingiunzioni di pagamento, troppe le anomalie. Il Governo decida per una sospensione degli atti

Un intervento normativo che sospenda temporaneamente le ingiunzioni. È quanto chiede Confconsumatori che ha riscontrato in diverse parti d’Italia un: “notevole incremento di azioni giudiziarie ed extragiudiziarie di recupero dei crediti NPL (Non Performing Loans, crediti deteriorati) ceduti dalle Banche ad altri operatori finanziari. Si tratta di ingiunzioni che non solo appaiono inopportune, considerato il difficile momento socio-economico, ma che, soprattutto, spesso presentano anomalie o inesattezze tali da renderle spesso contestabili, se non nulle”. Confconsumatori per vederci chiaro ed evitare danni ai cittadini, ha chiesto, pertanto, un intervento normativo che sospenda temporaneamente le ingiunzioni e invita i consumatori ad approfondire le richieste prima di pagare. Secondo la Confederazione dei consumatori sono diverse le anomalie registrate.

Casi emersi in seguito alle segnalazioni dei consumatori  le ingiunzioni pervenute nell’ultimo periodo presentano diverse anomalie: il riferimento, ad esempio, a crediti ormai prescritti o inesistenti, perché già pagati dal debitore (magari in forza di un pregresso accordo transattivo). In più, nella quasi totalità dei casi, gli interessi passivi sono spropositati, non dovuti per legge o per contratto e i conti correnti sono rimasti aperti al solo fine di produrre ulteriori interessi, quindi il debitore ha la facoltà di contestare il quantum richiesto”.

Purtroppo”, commenta Marco Festelli, vicepresidente di Confconsumatori, “i cittadini, alle prese con la crisi economica e con le più ampie difficoltà lavorative, ora devono fare i conti anche con le ingiunzioni di pagamento da parte di soggetti che dopo anni dalle cessioni, si fanno vivi pretendendo i pagamenti, anche se in molti casi le richieste risultano anomale”. Eppure di strumenti di tutela in campo ci sono persone per verificare se le richieste sono certe.

“Per molte di queste richieste sono già partite azioni giudiziali per accertare l’inesistenza del credito sollecitato e ceduto in diversi casi, poi, i debitori hanno anche la possibilità di risolvere la questione attraverso le procedure di risoluzione della crisi da sovraindebitamento, anche se, nonostante le richieste di tutte le associazioni dei consumatori nazionali, il Governo non ha inteso anticipare l’entrata in vigore della più favorevole normativa già introdotta”. Confconsumatori suggerisce di mettere in evidenza e fare una verifica per ogni richiesta, prima di pagare.

“Il consiglio per tutti è di segnalare le richieste scritte di pagamento che risultano anomale, soprattutto nel caso in cui si tratti di atti giudiziari”, sottolinea Confconsumatori, “che spesso pervengono ai consumatori sotto forma di ingiunzione europee di pagamento (in quanto i crediti sono ceduti a società lussemburghesi), rivolgendosi agli sportelli della rete territoriale di Confconsumatori oppure scrivendo a risparmio@confconsumatori.it”.

Nel frattempo, Confconsumatori rende noto di aver chiesto, in sede di audizione della legge di Bilancio, alla X commissione parlamentare della Camera dei Deputati, l’introduzione nella finanziaria di una norma che sospenda sino al termine della pandemia e per l’anno successivo, tutte le azioni di recupero dei crediti deteriorati che le Banche e loro aventi titolo possono svolgere nei confronti dei consumatori”.

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