lunedì, 23 Novembre, 2020
Economia

La protesta. Cna: 100 mila imprese della ristorazione escluse da “Ristori”, urgente assegnare gli indennizzi

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In troppi senza la copertura dei fondi “Ristori”. Secondo i calcoli della Confederazione nazionale artigiani (Cna) sono oltre 100mila le imprese del settore della ristorazione che sono, “inspiegabilmente escluse dagli indennizzi previsti con il Decreto ristori”. La Confederazione ha esaminato il testo del provvedimento ricordando che nel corso dell’incontro con il presidente del Consiglio la Confederazione aveva indicato che le attività coinvolte direttamente e indirettamente dalle nuove restrizioni sono oltre un milione.

Per quanto riguarda la ristorazione, invece, risultano escluse tutte le imprese che svolgono l’attività senza somministrazione, in pratica tutto l’artigianato della ristorazione: pizzerie a taglio, gastronomie, rosticcerie, piadinerie, non sono ammesse ai contributi nonostante stiano accusando da tempo vistosi cali di fatturato. “Il Decreto”, scrive la Cna, “ha dimenticato un pezzo dell’arte dei pizzaioli, patrimonio dell’Unesco”.
La Cna è così tornata a sollecitare la copertura economica. “Queste attività devono essere assolutamente comprese nel comparto della ristorazione quando si parla di indennizzi, anche perché sono sempre inserite nei provvedimenti e nelle disposizioni in materia di obblighi e norme di sicurezza”, sottolinea la Confederazione.

Per ora, per evitare una contrapposizione con il Governo la Cna, spera che l’esclusione dal Decreto sua una banale ma grave svista e che l’esecutivo porrà rimedio con tempestività. “Il provvedimento consente, infatti, ai Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico di estendere la platea dei beneficiari in qualsiasi momento”, ricorda la Confederazione nazionale degli artigiani. Nella nota, infine, la Cna sollecita il Governo a proseguire il confronto con le associazioni datoriali per definire un metodo chiaro, preciso e coerente per definire il perimetro delle misure di ristoro. “È necessario infatti”, conclude l’appello, “ampliare l’intervento alle attività delle filiere più colpite dalla pandemia e ulteriormente penalizzate dalle restrizioni per contenere il virus. Un lungo elenco, oltre 100mila attività, che comprende ad esempio bus turistici, tintolavanderie, fotografi che non possono essere ignorate”.

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