mercoledì, 28 Ottobre, 2020
Carlo Sangalli
Lavoro

Occupazione. Sangalli (Confcommercio): serve patto generazionale sul lavoro. Treu (Cnel): superare incomprensioni tra giovani e anziani

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L’emergenza coronavirus ha fatto cadere alcune “certezze” sino ad ora considerate inattaccabili, tra queste l’adagio – per il mondo del lavoro – “se mandiamo via un anziano, entra un giovane”. Invece non è affatto così. Chi lascia non è rimpiazzato o almeno se lo è non con le stesse tutele. Un argomento quello del rapporto del mondo del lavoro che cambia discusso a Roma al Cnel (Consiglio nazionale economia e lavoro) dove si è tenuta la presentazione del volume: “La popolazione anziana e il lavoro: un futuro da costruire”, realizzato in collaborazione tra 50&Più e Fondazione Leonardo.

Sono intervenuti il presidente di 50&Più Carlo Sangalli, (Confcommercio) il presidente del Cnel Tiziano Treu e il presidente della Fondazione Leonardo, Marco Trabucchi. Si tratta di un volume “corale” con i contributi di 22 autori,con un approccio nuovo e una tesi controcorrente, capace di affrontare questioni spesso poco conosciute e approfondite, ma che coinvolgono un’importante fetta della popolazione: in Italia sono 643.000 i lavoratori over 65 che alimentano la forza lavoro del Paese.

L’emergenza coronavirus ha fatto cadere alcune “certezze” “se mandiamo via un anziano, entra un giovane”. Questo automatismo è dimostrato che non si realizza: per i diversi autori, l’uscita dalla crisi e la ricostruzione richiederanno al contrario una grande alleanza tra i soggetti economici, che dovrà portare alla valorizzazione di ogni forma di lavoro. “Sarà fondamentale”, è stato ribadito, “una sorta di patto generazionale volto ad avere maestranze, in ogni ambito produttivo, di tutte le età per la valorizzazione delle conoscenze acquisite e maturate sia dai più anziani sia dai più giovani”. Nel caso del lavoratore più anziano, l’esperienza, la pazienza e la capacità di relazione saranno un plus fondamentale e necessario.
Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli “la sfida per ritrovare la via della crescita è quella di integrare nel mondo del lavoro il ruolo degli anziani con le esigenze dei giovani che legittimamente, anzi doverosamente, costruiscono il loro percorso professionale e sono alla ricerca della stabilità. Occorre, dunque, un patto generazionale che ridisegni le politiche del lavoro con soluzioni più flessibili e graduali per i lavoratori senior e maggiormente inclusive e stabili per i giovani utilizzando la leva degli incentivi e della riduzione del costo del lavoro”.

Nel volume, inoltre, si rivela che il rapporto tra il lavoro che cambia e il progressivo invecchiamento della popolazione attraverso tre prospettive: gli aspetti sociologici e psicologici, quelli tecnico-organizzativi e quelli relativi alle politiche e al ruolo delle associazioni, tutti aspetti che incidono in maniera particolare sulla situazione dei lavoratori anziani in Italia.

Nel corso del suo intervento Tiziano Treu ha ricordato che “una delle sfide del tempo presente e per il futuro è di superare distanze e incomprensioni fra giovani e anziani per ricostruire un patto fra le due generazioni che è stato incrinato da politiche sbagliate e per permettere a entrambe di contribuire al benessere comune e a uno sviluppo umano. Gli anziani vanno sostenuti nelle loro fragilità, drammaticamente mostrate dall’emergenza sanitaria, con una sanità e un welfare a loro misura. Vanno valorizzati per quello che possono dare alla comunità sia nella cura delle nuove generazioni, giovani e bambini, sia nel lavoro dove possono essere ancora attivi e utili”. “Per questo serve una occupazione”, ha concluso Treu, tirando le somme del volume “La popolazione anziana e il lavoro: un futuro da costruire”, “che permetta la espressione di tutte le loro potenzialità ed esperienze, compresa la trasmissione di valori e competenze ai giovani”.

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