lunedì, 27 Settembre, 2021
Economia

Scuola e lavoro: servono giovani preparati, senza di loro danni incalcolabili per l’economia

“Se non abbiamo ragazzi preparati e motivati da inserire nelle aziende avremmo tutti un danno incalcolabile, perderemo competitività e spinta all’innovazione e diventeremo un Paese in mano ai predatori”. Giovanni Brugnoli, Vice Presidente di Confindustria per il Capitale umano, si dichiara preoccupato perché per lui scuola e formazione sono elementi prioritari per il Paese e le cose non vanno bene. Quella di Brugnoli è una analisi a tutto campo, dalla dispersione scolastica, al rischio di un analfabetismo di ritorno, al ruolo dei giovani che deve essere valorizzato e sostenuto, fino al commento positivo delle parole di Mario Draghi al Meeting di “Comunione e Liberazione” sui giovani e il loro futuro.

“Siamo a meno di un mese dal ritorno in classe di quasi 8milioni di studenti”, osserva il Vice Presidente di Confindustria per il Capitale umano, al Sole 24 Ore, “a un paio di settimane dalla riapertura degli istituti per chi è rimasto più indietro, e il dibattito sulla scuola è tutto incentrato su banchi, gel, mascherine, distanziamento. Di Istruzione, con la I maiuscola, di aspetti educativi, di competenze mai un cenno. Eppure, il danno che i giovani e il Paese rischiano di pagare è elevatissimo”. Per l’esponente di Confindustria la scuola deve essere la base per promuovere una società migliore, con più sapere e competizione.

“Se la scuola non torna a fare, e bene, la scuola, temo, nell’immediato, un aumento della dispersione scolastica e una crescente perdita di capitale umano specie in alcune aree del Paese; e nel giro dei prossimi 3-5 anni, un mismatch dilagante. Già oggi”, sottolinea Giovanni Brugnoli, “un’azienda su tre fa fatica a trovare i collaboratori di cui ha bisogno. O perché ce ne sono pochi, è il caso dei tecnici, periti e Its, e dei laureati Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) o perché i candidati, spesso, hanno profili non in linea con le richieste di un mondo del lavoro che sta cambiando, spinto dai mercati e dal  4.0”. Su Draghi in merito ai giovani e le loro ambizioni e futuro, l’adesione è totale. “Condivido le parole di Draghi”, prosegue Brugnoli, “L’investimento in formazione, se vogliamo ripetere l’espressione dell’ex presidente della Bce, è certamente debito buono, che guarda al futuro. Le parlo da imprenditore: se non abbiamo ragazzi preparati e motivati da inserire nelle aziende avremmo tutti un danno incalcolabile, perderemo competitività e spinta all’innovazione e diventeremo un Paese in mano ai predatori”. E sull’investimento sulla scuola, 2,9 miliardi di euro complessivi annunciato dal Ministro Azzolina, Brugnoli ha dei dubbi : “non vedo un progetto per il futuro. La gran parte di queste risorse servirà ad assumere nuovi docenti, in una mera logica emergenziale. Piuttosto sono anni che assistiamo a una drammatica riduzione della popolazione scolastica. A luglio sono rabbrividito”, rivela il Vice Presidente di Confindustria per il Capitale umano, “leggendo i numeri diffusi dall’Istat sul minimo storico delle nascite nel nostro Paese. Se continua così, e la politica non interviene, l’Italia rischia di non avere prospettive”.

Interrogativi anche sulle assunzioni e stabilizzazioni per 200 mila posti annunciati “Parliamo prevalentemente di professori che dovranno formare e prendersi cura dei nostri figli. Mi chiedo: ma qualcuno li valuterà o saliranno in cattedra senza selezione? Perché”, sottolinea Brugnoli, “se si torna alla smart school non possiamo non permetterci docenti specializzati, in grado di affrontare lezioni in classe e da remoto. Suggerirei questo all’esecutivo: una fetta delle risorse aggiuntive sulla scuola impegnamole subito per la formazione dei professori, in primis quella digitale”. Sulla data del 14 settembre quando la scuola riaprirà i battenti le incertezze dialogano. I dubbi non mancano anche per l’esponente di Confindustria. “Penso, purtroppo, che gli effetti dell’emergenza sanitaria non si esauriranno tanto a breve. Una certezza però l’abbiamo: serve un progetto per la ripresa”, fa presente Brugnoli, “Occorrono investimenti e non soltanto sussidi o misure spot che colmano falle del sistema che prima o poi si riapriranno. Per questo sostengo che sull’education occorre una visione, che oggi non c’è. E sulle proteste dei presidi per la responsabilità Covid aggiunge: la norma sulla responsabilità penale in caso di contagio a scuola va rivista. Intendiamoci: la sicurezza, come lo è per tutte le nostre fabbriche, deve rappresentare una priorità, il primo obiettivo. Ma se si rispettano le regole e i protocolli sanitari, deve scattare l’esonero, la malleva, come per l’imprenditore. Al momento”, riflette Brugnoli, “sulla scuola regna tanta confusione. Ma alla fine, su qualcuno i costi delle mancate decisioni dovranno ricadere”.

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