Un nuovo ciclo di negoziati di pace in formato trilaterale potrebbe tenersi a ottobre. Lo ha dichiarato il capo dell’Ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov, parlando all’agenzia Interfax-Ukraine a margine di un incontro a Kiev. “Ci stiamo preparando. Per ottobre”, ha detto, confermando il formato trilaterale senza indicare una possibile sede.
Mosca: “Ottobre è una possibilità”
La possibilità è stata confermata anche dal Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov, citato da Tass, ha dichiarato: “Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità. Non può essere escluso”.
Gli Emirati si candidano
Gli Emirati Arabi Uniti potrebbero ospitare i colloqui. Il principe ereditario Khaled bin Mohammed bin Zayed Al Nahyan, ha riferito il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, “ha confermato a Putin che gli Emirati Arabi Uniti sono pronti a ospitare i colloqui sull’Ucraina”. Per Mosca, gli Emirati sarebbero “una sede pienamente accettabile”.
Modi e Xi offrono il loro aiuto
Il Cremlino ha inoltre riferito che il premier indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping hanno offerto assistenza per favorire una soluzione al conflitto. Putin, secondo Tass, avrebbe accolto positivamente la disponibilità. L’iniziativa si inserisce in un quadro diplomatico ancora privo di un accordo duraturo.
Zelensky: “2100 droni in una settimana”
Sul fronte militare, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato una nuova massiccia ondata di attacchi russi. “Solo questa settimana, la Russia ha lanciato circa 2100 droni contro l’Ucraina – una quota significativa dei quali costituita da shahed – nel tentativo di paralizzare l’economia e distruggere la vita delle persone”, ha affermato. Secondo Zelensky, sono state inoltre impiegate quasi 1700 bombe aeree guidate e 78 missili di vario tipo.
Colpiti energia e infrastrutture
Gli attacchi hanno colpito impianti energetici, Ukrzaliznytsia, aziende ed edifici residenziali. Odessa è stata raggiunta da missili e droni, mentre nelle regioni occidentali proseguono i ripristini. In Volyn, vicino al confine polacco, i russi avrebbero incendiato una locomotiva e danneggiato una stazione di servizio con un attacco con droni.
Attacco a 800 metri dal confine polacco
La portavoce della guardia di frontiera polacca ha riferito a Reuters che il luogo dell’attacco si trovava a circa 800 metri dal confine e che il valico è stato temporaneamente chiuso. Le Ferrovie ucraine hanno inoltre riferito che, sempre in Volyn, un drone ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri a circa due chilometri dal confine polacco. Nessuno è rimasto ferito.
Zelensky: “Una minaccia per l’Europa”
“È proprio per impedire che questi attacchi si estendano ulteriormente in Europa che gli uomini e le donne ucraini combattono ogni giorno, sacrificano la propria vita e non permettono che l’aggressione si espanda”, ha aggiunto Zelensky, definendo il “terrorismo russo” una minaccia comune che “può e deve essere sconfitto in Ucraina”.
Raid ucraino in Tatarstan
Nella notte del 13 settembre, droni d’attacco ucraini hanno colpito la zona industriale di Nizhnekamsk, in Tatarstan, dove si trovano importanti raffinerie petrolifere russe. Lo riferisce Pravda ucraina, citando il media indipendente russo Astra. I residenti hanno riferito di aver sentito droni ed esplosioni, mentre nella zona sarebbero stati attivati sistemi di difesa aerea. Le autorità locali non hanno fornito informazioni su eventuali danni o feriti.
Kushner: avremmo già un accordo se Kiev cede i territori
Sul fronte diplomatico, l’inviato speciale del presidente statunitense Jared Kushner, intervenuto in videoconferenza all’incontro “Yalta European Strategy” a Kiev, ha dichiarato che Washington ha già predisposto la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra. Secondo Kushner, il principale ostacolo resta la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Vladimir Putin.
Il nodo resta le concessioni
“Se l’Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo”, ha detto Kushner, sottolineando che l’obiettivo dei mediatori è trovare una soluzione per congelare il conflitto. La questione territoriale, secondo l’inviato, dovrebbe essere affrontata tenendo conto della situazione sul campo. Kiev e Mosca vogliono porre fine alla guerra, ha aggiunto, ma resta da individuare una “formula giusta” che possa soddisfare tutte le parti.





