L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha mantenuto in agosto un ritmo operativo vicino ai massimi storici, con circa 50.000 arresti di immigrati irregolari, secondo dati preliminari del Dipartimento della Sicurezza Interna. Il totale rispecchia quello di luglio, segnando il bimestre più intenso di enforcement dall’inizio del secondo mandato del presidente Donald Trump.
Un nuovo modello operativo
Il nuovo modello operativo, introdotto dal segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin, si discosta dalle grandi retate mediatiche dei mesi iniziali dell’amministrazione. L’approccio attuale è più sistemico e meno visibile, basato su arresti durante controlli stradali, check-in obbligatori nei tribunali dell’immigrazione, e interventi mirati negli aeroporti regionali. Una parte significativa delle operazioni riguarda persone che hanno perso protezioni legali come il Temporary Protected Status (TPS).
Partnership e collaborazione locale
Un fattore chiave dell’aumento degli arresti è l’espansione delle partnership tra ICE e le forze dell’ordine locali attraverso gli accordi 287(g), che consentono a polizie statali e municipali di svolgere funzioni di enforcement federale. Secondo i funzionari, queste collaborazioni «sostenute da miliardi di dollari in fondi federali» hanno generato circa il 13% degli arresti estivi, rispetto a meno del 5% dell’anno precedente.
Gli stati del Sud sono il fulcro dell’attività: Texas e Florida rappresentano una quota enorme delle detenzioni, grazie alla cooperazione estesa tra governi statali e autorità federali. Nonostante la capacità dei centri di detenzione sia ormai vicina al limite, i funzionari federali non mostrano segnali di rallentamento. Con l’autunno alle porte, l’amministrazione punta a mantenere un ritmo elevato per sostenere la strategia di deportazioni di massa che Trump ha promesso come pilastro della sua politica migratoria. Il quadro conferma una fase di enforcement particolarmente aggressiva, in cui la combinazione di risorse federali, collaborazione locale e operazioni a basso profilo sta ridefinendo la portata dell’immigrazione coercitiva negli Stati Uniti.





