Netta bocciatura della politica estera condotta dall’amministrazione Trump da parte della platea di oltre 200 imprenditori e manager riuniti a Villa d’Este per la 52ª edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, organizzato da TEHA Group – The European House – Ambrosetti a Cernobbio. È quanto emerge dal sondaggio elettronico condotto durante la seconda giornata di lavori. Chiamati a esprimere un giudizio sulle azioni di politica estera della Casa Bianca, su una scala da 1, “molto negativamente”, a 9, “molto positivamente”, il 90,2% degli intervistati ha assegnato un voto insufficiente, compreso tra 1 e 4.
Il 58,5% assegna il voto minimo
Il dato più significativo riguarda il forte aumento di quanti esprimono il giudizio più severo. Il 58,5% dei partecipanti assegna infatti il punteggio 1, corrispondente a una valutazione “molto negativa”. La percentuale è quasi triplicata rispetto alla rilevazione del 2025, quando a scegliere il voto minimo era stato il 20,5% degli intervistati.
La crescita del giudizio più negativo segnala un netto irrigidimento della valutazione della platea del Forum nei confronti della politica estera della Casa Bianca rispetto a un anno fa.
Oltre nove intervistati su dieci sotto la sufficienza
Nel complesso, i voti compresi tra 1 e 4 raggiungono il 90,2%. Dopo il 58,5% che assegna il voto 1, il 17,1% dei partecipanti sceglie il punteggio 2, in calo rispetto al 23,1% del 2025. Il voto 3 raccoglie il 12,2%, sostanzialmente in linea con il 12,8% registrato lo scorso anno.
Più contenuta la quota di chi assegna 4: appena il 2,4%, contro il 15,4% della rilevazione del 2025. La distribuzione dei voti mostra quindi non soltanto un ampliamento complessivo dell’area dei giudizi insufficienti, ma anche una loro forte concentrazione sulla valutazione più negativa possibile.
Si riduce anche la fascia intermedia
A restringersi è anche l’area di chi esprime un giudizio intermedio. Il 4,9% degli imprenditori e manager assegna alla politica estera dell’amministrazione Trump il voto 5. Nel 2025 la stessa valutazione era stata indicata dal 7,7% degli intervistati.
Giudizi positivi in forte contrazione
Ancora più evidente è la riduzione dei giudizi favorevoli. I punteggi compresi tra 6 e 9 raccolgono complessivamente appena il 4,8% delle preferenze, contro il 20,5% del 2025. Il voto 6, che un anno fa era stato scelto dal 5,1% dei partecipanti, scende allo 0%. Il punteggio 7 si attesta al 2,4%, rispetto al 5,1% del 2025, mentre il voto 8 raccoglie anch’esso il 2,4%, in forte diminuzione rispetto al 10,3% dell’anno precedente.





