La lotta alla pirateria nell’Oceano Indiano ha vissuto un nuovo capitolo drammatico: le forze somale e turche hanno liberato la nave cargo MV Latuf, battente bandiera camerunense, sequestrata il 17 agosto al largo della regione di Puntland, nel nord‑est della Somalia. Secondo il Ministero della Difesa somalo, l’operazione — condotta nell’ambito dell’accordo di cooperazione militare con la Turchia — ha portato alla morte di 14 pirati, mentre quattro delle loro imbarcazioni sono state distrutte.
La pressione militare, ha spiegato il ministero, ha costretto gli ultimi assalitori ad abbandonare la nave, permettendo alle forze speciali di prenderne il controllo. Non sono stati forniti dettagli sullo stato di salute dell’equipaggio, ma un anziano locale, Abdullahi Warsame, ha confermato all’Associated Press che la nave e i marinai sono stati liberati.
La MV Latuf era partita dal porto turco di Tekirdag a fine luglio, diretta a Dar es Salaam, in Tanzania. Il sequestro è avvenuto nelle acque del distretto di Godob Jiraan, un’area dove gruppi armati locali hanno ripreso a colpire con crescente audacia. Secondo i dati dell’International Maritime Organization, gli attacchi al largo della Somalia sono tornati a crescere: almeno 15 episodi dall’aprile scorso, il numero più alto dal 2013. Cinque navi cargo sono state prese in ostaggio quest’anno, l’ultima sequestrata il 20 agosto al largo dello Yemen.
La pirateria somala, che aveva raggiunto il picco nel 2011, era stata quasi azzerata grazie alle missioni navali internazionali e alle misure di protezione adottate dalle compagnie marittime. Ma la crisi economica, la frammentazione politica e la riduzione delle pattuglie straniere hanno creato nuove opportunità per i gruppi criminali. L’operazione congiunta con la Turchia rappresenta un segnale politico forte: Ankara è diventata negli ultimi anni uno dei principali partner militari della Somalia, con addestramento delle forze locali e supporto nella sicurezza marittima.






Ottimo lavoro e per chi pratica la pirateria serve la mano molto pesante.