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Turchia, Arabia Saudita e Pakistan rafforzano la cooperazione militare. Tensioni in Cisgiordania e nuove minacce dall’Iran

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan rafforzano la cooperazione militare. Tensioni in Cisgiordania e nuove minacce dall’Iran

Al via a Istanbul il primo incontro del comitato previsto dal “Patto della Mecca”. Sul tavolo difesa comune e cooperazione militare. Cisgiordania, aggredita una troupe di NBC News
lunedì, 31 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Vertici governativi e militari di Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si riuniscono oggi a Istanbul per il primo incontro del comitato previsto dall’accordo di difesa congiunto, noto come “Patto della Mecca”, firmato questo mese. Lo ha riferito una fonte del ministero degli Esteri turco citata da Reuters. L’intesa, firmata il 7 agosto, riunisce tre Paesi a maggioranza musulmana sunnita, alleati degli Stati Uniti e preoccupati per l’escalation con l’Iran e per il conflitto regionale, che ha incluso il lancio di missili iraniani contro Paesi del Golfo esportatori di petrolio. L’accordo punta a rafforzare la deterrenza collettiva contro eventuali atti di aggressione e stabilisce che un attacco armato contro uno dei tre Paesi sarebbe considerato un attacco contro tutti, in termini paragonabili alla clausola di difesa collettiva prevista dall’articolo 5 della Nato.

Alla riunione partecipano i ministri degli Esteri e della Difesa e i capi di stato maggiore dei tre Paesi. “Le questioni di sicurezza internazionale saranno all’ordine del giorno”, ha dichiarato la fonte turca, precisando che i colloqui dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento delle capacità di difesa, sull’incremento dell’interoperabilità tra le forze armate e sull’intensificazione della cooperazione nell’industria della difesa, compresi lo sviluppo e la produzione congiunti.

Cisgiordania, aggredita troupe di NBC News

Nel villaggio di Jalud, in Cisgiordania, un gruppo di coloni incappucciati e armati di bastoni e pietre ha aggredito una troupe dell’emittente statunitense NBC News e una donna palestinese di 51 anni, Aida Ahmed Abdullah. L’aggressione ha provocato cinque feriti, tutti sottoposti a cure mediche. Tra loro il corrispondente internazionale Matt Bradley, colpito a un braccio, una producer, un cameraman, un autista e la stessa Abdullah, ricoverata in ospedale e in via di miglioramento. La producer Lawahez Jabari ha riferito che alcuni degli aggressori impugnavano anche un’arma da fuoco, che non sarebbe stata utilizzata. Sulla aggressione è intervenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha condannato fermamente quelli che ha definito “violenti atti criminali” compiuti a Jalud e Qusra da una minoranza di facinorosi.

Iran: Nessuna fretta per Hormuz

Sul fronte iraniano, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che l’Iran “non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz”. Secondo Gharibabadi, l’accordo sullo Stretto di Hormuz raggiunto con l’Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti “non rispetteranno i loro impegni”.

Araghchi: risponderemo al fuoco

Toni duri anche dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Non scherziamo con la sicurezza del Paese e i nostri combattenti risponderanno a qualsiasi attacco”, ha dichiarato, secondo quanto riferito dall’agenzia Mehr e dai media iraniani. Intervenendo a un incontro consultivo con i partecipanti alla 40ª Conferenza internazionale sull’unità islamica, Araghchi ha affermato che Teheran non intende scendere a compromessi sulla sicurezza nazionale e ha ribadito che le forze iraniane risponderanno “al fuoco col fuoco”. Il ministro ha accusato Stati Uniti e Israele di aver tentato di provocare un cambio di regime in Iran e di sfruttare il conflitto per alimentare divisioni interne, sostenendo che siano stati inviati gruppi armati con l’obiettivo di destabilizzare il Paese.

Khamenei: il nemico cerca di dividere i musulmani

Sulla stessa linea la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, che in un messaggio pubblicato su X in occasione della chiusura della Conferenza internazionale della settimana dell’unità islamica ha accusato i nemici dell’Iran di voler dividere il mondo musulmano. “Oggi, la possibilità di una vittoria definitiva della verità sulla menzogna è più vicina che mai alla realtà, e la prima condizione per questo è l’unità musulmana”, ha affermato Khamenei. Secondo la Guida suprema, “il nemico cerca di dividere la nazione islamica” e tutto ciò che alimenta le divisioni tra musulmani finisce per favorire i suoi obiettivi.

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