Kiev apre alla possibilità di una nuova fase negoziale con Mosca, mentre sul terreno proseguono gli attacchi russi contro città, infrastrutture energetiche e reti logistiche. Il consigliere presidenziale ucraino Kyrylo Budanov ha annunciato che nuovi colloqui “tecnici” sulla guerra potrebbero cominciare presto, ma ha escluso che una soluzione possa arrivare in tempi brevi.
Secondo Budanov, rappresentante ucraino nei negoziati, entrambe le parti dovrebbero essere disponibili a compromessi. Kiev, ha assicurato, resta aperta al dialogo, ma Mosca non avrebbe finora mostrato una reale volontà di cambiare posizione, continuando a chiedere il ritiro delle forze ucraine dalle aree del Donbass ancora controllate da Kiev. Gli ultimi colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti risalgono a febbraio. L’obiettivo sarebbe ora riaprire un canale negoziale già nelle prossime settimane.
Nuova ondata di raid sulle infrastrutture
La prospettiva diplomatica non interrompe però l’escalation militare. Per il secondo giorno consecutivo la regione di Kiev è stata investita da attacchi di droni russi, con edifici residenziali, depositi e attività economiche danneggiati. Secondo le autorità ucraine, gli attacchi delle ultime 24 ore hanno provocato complessivamente almeno 16 morti civili nel Paese.
Nel mirino sono finite soprattutto le infrastrutture logistiche.
Kiev denuncia la distruzione di depositi della società postale Nova Poshta, magazzini commerciali e strutture della distribuzione alimentare. Secondo il ministero dell’Agricoltura ucraino, circa il 90% dei sistemi logistici utilizzati dalle principali catene della grande distribuzione sarebbe stato colpito o danneggiato, con temporanee carenze di prodotti freschi in alcune aree.
Kherson, resta l’appello a evacuare
Particolarmente critica rimane la situazione a Kherson. Le autorità hanno nuovamente invitato residenti, anziani e famiglie con bambini a lasciare la città per il rischio che i bombardamenti russi provochino interruzioni prolungate di elettricità e riscaldamento durante l’inverno. Da luglio, secondo le autorità locali, sulla zona sarebbero state lanciate oltre 170 bombe plananti, oltre a migliaia di droni.
Kiev continua intanto a colpire in profondità il territorio russo. Un attacco di droni ha provocato un incendio nella raffineria Slavneft-YANOS di Yaroslavl, mentre Mosca sostiene di aver abbattuto centinaia di velivoli senza pilota ucraini in diverse regioni.
Sul piano politico resta alta anche la tensione tra Russia e Gran Bretagna dopo le minacce di Mosca contro installazioni militari britanniche in risposta all’impiego ucraino dei missili Storm Shadow. Il Cremlino continua comunque a negare di preparare un attacco contro la Nato, definendo queste ipotesi “spauracchi”.





