Il rand sudafricano ha aperto la settimana in calo, indebolendosi nelle prime contrattazioni di martedì mentre le tensioni in Medio Oriente hanno ridotto la propensione al rischio e sostenuto il dollaro statunitense. Alle 06:53 GMT, la valuta sudafricana era scambiata a 16,2675 contro il dollaro, in ribasso dello 0,3% rispetto alla chiusura precedente. Il dollaro si è rafforzato contro un paniere di valute, sostenuto dal rialzo dei prezzi del petrolio, in aumento per la terza sessione consecutiva.
Per il Sudafrica, che importa la maggior parte del carburante, l’impennata dei costi energetici globali rappresenta un rischio significativo, aggravato dall’instabilità regionale esplosa con la guerra iniziata a fine febbraio. A peggiorare il clima sui mercati è stata la dichiarazione dell’Iran, che ha annunciato il passaggio a una postura militare “pienamente offensiva” dopo lo stallo dei negoziati per una fine definitiva del conflitto. Washington, dal canto suo, ha escluso l’estensione del cessate il fuoco di giugno, alimentando ulteriori timori di escalation.
Il conflitto, ormai oltre i cinque mesi, ha alterato le prospettive dei tassi globali e alimentato pressioni inflazionistiche per gran parte dell’anno. In questo contesto, gli investitori sudafricani guardano con attenzione ai dati sull’inflazione di luglio, attesi mercoledì: gli economisti prevedono un rallentamento al 4,5% su base annua, rispetto al 5,0% di giugno. Martedì alle 09:30 GMT, la Camera di Commercio e Industria sudafricana pubblicherà il suo Indice di Fiducia delle Imprese di luglio, un indicatore chiave del sentiment del settore privato nella più grande economia africana. Sul fronte obbligazionario, il titolo di Stato sudafricano con scadenza 2035 si è indebolito nelle prime contrattazioni, con il rendimento in aumento di 7 punti base all’8,545%, segnale di un mercato nervoso e sensibile alle dinamiche globali.





