Il petrolio scende dai massimi della mattinata di ieri dopo che l’Iran ha fatto sapere di ritenere vicina un’intesa con l’Oman per la gestione del traffico navale nello Stretto di Hormuz. Secondo il ministro degli Esteri iraniano, citato da Bloomberg, l’accordo discusso da settimane dai due Paesi è in via di definizione e dovrebbe prevedere i dettagli di una rotta sicura, che sarà notificata all’Organizzazione marittima internazionale dell’Onu. “I colloqui hanno fatto progressi molto positivi”, ha dichiarato Baghaei, auspicando che nessun altro Paese interferisca nelle trattative. La prospettiva di garantire il passaggio di maggiori quantità di petrolio attraverso lo stretto ha contribuito ad allentare la pressione sui prezzi del greggio, saliti nelle ultime sedute anche a causa degli attacchi statunitensi contro petroliere iraniane.
Gaza, sepolti 106 palestinesi: 73 sono bambini
I corpi di 73 bambini sono tra i 106 palestinesi sepolti sabato a Gaza. Le salme sono state recuperate dalle macerie di un edificio residenziale nel sud-est di Gaza City, distrutto, secondo quanto riferito, più di due anni fa da un attacco aereo israeliano. Lo rende noto Save the Children. È la seconda volta in un mese che nella Striscia si celebra un funerale di massa di queste dimensioni.
“Nel giro di un mese abbiamo assistito due volte alla stessa scena straziante a Gaza: bambini che depongono fiori e accendono candele sui corpi di altri bambini durante un funerale di massa”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa orientale. “Queste vite spezzate sono la testimonianza del costo brutale che questa guerra sta imponendo ai più piccoli. L’umanità non può accettare che i funerali di massa di bambini palestinesi diventino una realtà quotidiana”, ha aggiunto Alhendawi, chiedendo alle forze israeliane di “smettere di uccidere, sfollare e ferire i bambini”.
Cisgiordania, Katz: “Prepararsi a una guerra totale”
Dopo l’accoltellamento avvenuto in un insediamento israeliano nel nord della Cisgiordania, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito la linea del governo. “La nostra politica in Giudea e Samaria è chiara: perseguire con forza il terrorismo palestinese, sviluppare e rafforzare gli insediamenti ebraici e mantenere la stabilità della sicurezza”. Katz ha sostenuto che il terrorismo nell’area sia “al livello più basso degli ultimi decenni”, ma ha avvertito che, qualora gli apparati di sicurezza dell’Autorità Palestinese dovessero lanciare un attacco anologo a quello del 7 ottobre contro le forze israeliane e gli insediamenti, il premier Benjamin Netanyahu e lo stesso Katz hanno ordinato all’esercito di prepararsi a “una guerra totale” contro i vertici dell’Autorità Palestinese e le infrastrutture terroristiche in Cisgiordania. “Non permetteremo il ritorno alla realtà di un’intifada che si protragga per anni”, ha aggiunto.
Netanyahu, stop insediamenti coloni
Intanto, secondo fonti di stampa, il premier Netanyahu avrebbe ordinato l’evacuazione di insediamenti illegali dei coloni in Cisgiordania, sotto la pressione degli Stati Uniti. Il provvedimento arriverebbe dopo l’incontro tra l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee e alcuni palestinesi-americani della regione, durante il quale il diplomatico aveva definito “terroristi” gli estremisti violenti, chiedendo sanzioni. La disposizione è stata confermata dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, contrario alla decisione. L’operazione potrebbe riguardare circa 100 avamposti nelle Aree A e B, formalmente sottoposte al controllo totale o parziale dell’Autorità Palestinese.
Libano, nuovi raid israeliani nel Sud
Nonostante la tregua formale, l’aviazione israeliana ha condotto nuovi raid nel sud del Libano, in particolare nel distretto di Nabatieh. Le autorità di Beirut riferiscono di almeno sette morti e oltre venti feriti, oltre a danni a infrastrutturali, denunciando una pericolosa escalation e chiedendo l’intervento della comunità internazionale. L’esercito israeliano sostiene invece di aver risposto a minacce immediate e violazioni dell’accordo da parte di Hezbollah, accusato di aver lanciato droni contro i soldati impegnati nella zona di sicurezza.
Gaza, nuovi raid israeliani dopo un’esplosione
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito nella notte diversi siti di Hamas nella Striscia di Gaza, in risposta a un ordigno esplosivo che aveva colpito un veicolo militare. Secondo l’esercito, la bomba, piazzata da Hamas e diretta contro un mezzo del genio militare israeliano sul lato israeliano della “linea gialla”, nel nord della Striscia, non ha provocato feriti. Le Idf hanno definito l’episodio una “palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco” e hanno successivamente colpito infrastrutture utilizzate da Hamas per preparare attacchi.
Onu, Turk: inorridito dalle proposte di espulsione dei palestinesi
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, si è detto “inorridito” dalle proposte israeliane di espulsione forzata dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla “retorica disumanizzante” di alcuni esponenti del governo. Intervenendo al Consiglio per i diritti umani dell’Onu, Turk ha denunciato le restrizioni israeliane agli aiuti umanitari diretti a Gaza e ha affermato che oltre 1.300 palestinesi sono stati uccisi in attacchi quotidiani nonostante il cessate il fuoco.
Turk ha inoltre accusato Israele di portare avanti l’annessione della Cisgiordania “senza ostacoli”, nonostante la sentenza della Corte internazionale di giustizia. “Cos’altro ci vorrà perché gli Stati agiscano per impedire il consolidamento dell’occupazione sui territori destinati ai palestinesi nell’ambito della soluzione dei due Stati?”, ha chiesto, aggiungendo: “Le parole di condanna suonano vuote di fronte a violazioni deliberate e sofferenze”.





