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Spreco alimentare. Sei miliardi e 600 milioni di euro buttati ogni anno

Il nuovo Rapporto Waste Watcher International. Confcommercio: serve più consapevolezza, anche nei consumi fuori casa
mercoledì, 30 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Ogni anno gli italiani buttano nella pattumiera 25,74 chili di cibo a testa, per un valore complessivo di 6,6 miliardi di euro, pari a circa 112 euro per persona. È quanto emerge dal nuovo Rapporto dell’Osservatorio “Waste Watcher International” sullo spreco alimentare, presentato a Roma nell’ambito della campagna pubblica di sensibilizzazione “Spreco Zero”.

Lo spreco pesa di più sulle famiglie con meno risorse

“Il sistema agroalimentare è sotto stress: crisi climatica e instabilità geopolitica si sommano, aumentando i costi di produzione e facendo pressione sui prezzi al consumo. In questo scenario lo spreco diventa ancora più insostenibile, anche economicamente: è valore prodotto, acquistato e poi distrutto”. A sottolinearlo è Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, che evidenzia anche un paradosso: “A sprecare di più sono proprio i ceti popolari: chi ha meno risorse perde più cibo e una quota proporzionalmente maggiore del proprio reddito. Lo spreco diventa così non soltanto un costo economico e ambientale, ma un vero moltiplicatore delle disuguaglianze”.

In Italia lo spreco scende sotto i 500 grammi a settimana

Il dato positivo riguarda il trend: in Italia lo spreco alimentare è infatti in diminuzione e si è portato sotto la soglia dei 500 grammi di cibo gettato pro capite ogni settimana, fermandosi a 493,7 grammi ogni sette giorni. Un risultato che emerge ancora più chiaramente nel confronto internazionale. Negli Stati Uniti, infatti, i consumatori raggiungono quota 775,7 grammi a settimana, quasi 300 grammi in più rispetto agli italiani.

Generazioni a confronto: Gen Z e Millennials sprecano di più negli Usa

Interessante anche il dato generazionale rilevato negli Stati Uniti. Dichiara di buttare cibo almeno una volta alla settimana il 46% della Gen Z e il 41% dei Millennials, a fronte del 23% della Gen X e dell’11% dei Boomers.

Confcommercio: “Prevenzione e consapevolezza per ridurre gli sprechi”

“C’è ancora molto da fare per migliorare la gestione del cibo e rafforzare la sensibilità sul tema degli sprechi. È fondamentale puntare sulla prevenzione, promuovendo una maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane dei consumatori, dalla pianificazione degli acquisti alla corretta conservazione degli alimenti, fino alla gestione delle quantità delle confezioni, ponendo attenzione ai mutamenti sociali che riguardano le famiglie, sempre meno numerose”. Così il vicepresidente vicario di Confcommercio, Lino Stoppani, che sottolinea come l’attenzione debba riguardare anche i consumi fuori casa: “L’attenzione deve riguardare anche i consumi fuori casa”.

Dal “Rimpiattino” a “Love Food, No Waste”

In questo ambito, Stoppani ricorda l’impegno del sistema associativo di Confcommercio attraverso iniziative concrete come il progetto di Fipe “Rimpiattino”, realizzato in collaborazione con Comieco. L’iniziativa promuove l’utilizzo della doggy bag nei ristoranti e consente ai clienti di portare a casa cibo e bevande non consumati.

La formazione degli operatori

“A questo si aggiunge la campagna ‘Love Food, No Waste’”, ha concluso Stoppani, descrivendola come una piattaforma di sensibilizzazione capillare su tutto il territorio nazionale, che coinvolge gli operatori in percorsi formativi, valorizza le buone pratiche adottate dagli chef e promuove soluzioni come i menù flessibili. “Sono azioni che possono contribuire concretamente a costruire una cultura più attenta e responsabile nella gestione degli alimenti”.

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