ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 le sedi di imprese artigiane attive in Italia sono scese a 1,22 milioni di unità. Anche il numero di artigiani è diminuito. Se nel 2015 erano 1,7 milioni, nel 2025 se ne contavano quasi 1,3 milioni, circa 434mila in meno, un calo del 25,1%. Lo evidenzia l’Ufficio studi della CGIA. Nelle grandi città, in particolare, le botteghe artigiane sono ormai una presenza sempre più rara, fino a rischiare l’estinzione. A seguito del progressivo invecchiamento della popolazione artigiana e la corrispondente contrazione dei giovani che si avvicinano a questi mestieri, è molto probabile che entro un decennio reperire sul mercato un idraulico, un fabbro, un elettricista o un serramentista in grado di eseguire un intervento di riparazione/manutenzione sarà un’operazione difficilissima. L’intelligenza artificiale sta cambiando tutti i settori produttivi e chi lavora nell’artigianato si chiede con particolare urgenza che ne sarà dei mestieri manuali. Secondo la Cgia l’intelligenza artificiale non farà sparire gli artigiani, ma li dividerà in due gruppi. Il primo è quello di chi la userà come un aiutante instancabile. Il secondo è quello di chi si troverà l’Ia come concorrente. Succede soprattutto dove il prodotto si può standardizzare: mobili stampati in 3D, abiti “su misura” pronti in un’ora, grafiche create in automatico al posto del designer.
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