Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esteso il rimpasto ai vertici della sicurezza, indicando l’ex ministro dell’Interno Ihor Klymenko come nuovo segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale. Sostituirà Rustem Umerov, già ministro della Difesa e principale rappresentante di Kiev nei negoziati mediati dagli Stati Uniti con Mosca, ormai fermi da circa sei mesi. Zelensky ha annunciato un colloquio separato con Umerov, che potrebbe essere destinato a un incarico diplomatico.
Il presidente ha inoltre anticipato cambiamenti in diverse ambasciate e ha discusso con il nuovo premier Serhii Koretskyi le nomine ai ministeri degli Esteri e della Difesa. Per il secondo giorno consecutivo, manifestanti si sono riuniti ieri nel centro di Kiev contro la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Nei pressi della presidenza sono stati scanditi slogan a favore dell’ex ministro e contro il comandante in capo Oleksandr Syrskyi.
Nel suo messaggio di congedo Fedorov ha rivendicato di avere trasformato l’Ucraina “in un leader globale della tecnologia e in una potenza della difesa”, citando il programma Army of Drones, il polo tecnologico Brave1 e il sistema di incentivi per i militari al fronte. Secondo l’ex ministro, le nuove tecnologie hanno permesso di raggiungere un tasso di intercettazione del 91% dei droni Shahed.
Attacchi in Russia e Mar Nero
Zelensky ha annunciato la distruzione nella base di Engels, circa 800 chilometri dal confine ucraino, di un bombardiere strategico russo Tu-95 utilizzato per gli attacchi missilistici. “Stiamo aumentando il prezzo che la Russia paga per la sua aggressione”, ha dichiarato.
Kiev ha inoltre rivendicato l’attacco alla raffineria Slavneft-Yanos di Yaroslavl, una delle maggiori della Russia, con una capacità di lavorazione di circa 15 milioni di tonnellate di petrolio l’anno. Secondo fonti citate dalla Reuters, i danni alle raffinerie avrebbero spinto Mosca a importare benzina dal Kazakistan e a cercare forniture anche in Bielorussia e India.
Le forze ucraine affermano di avere colpito altre dodici navi russe nel Mar Nero (nove cargo, una petroliera, una gasiera e un rimorchiatore) portando a 159 le imbarcazioni attaccate in dodici giorni. Mosca sostiene invece di avere centrato 24 mezzi navali utilizzati dall’esercito ucraino nell’ultima settimana.
Due droni hanno danneggiato anche la Nordic Zenith, petroliera noleggiata da ExxonMobil presso il terminal del Caspian Pipeline Consortium al largo di Novorossiysk. L’incendio è stato domato e tredici membri dell’equipaggio evacuati. Il consorzio, da cui transita circa l’80% delle esportazioni petrolifere kazake, non ha attribuito la responsabilità dell’attacco.
Raid e diplomazia russi
La Russia ha lanciato nella notte oltre 130 droni e otto missili contro l’Ucraina. Quattro persone sono morte tra Odessa e Zaporizhzhia. Altri due civili sono stati uccisi nell’attacco alle infrastrutture portuali di Mykolaiv, dove sono state danneggiate tre navi straniere, mentre una donna di 70 anni è morta a Kherson. Un impianto di produzione del gas di Naftogaz nella regione di Kharkiv ha sospeso le attività dopo un raid russo.
Kiev ha indicato nella preparazione delle infrastrutture energetiche per l’inverno una delle priorità del nuovo governo.Parallelamente il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha respinto l’ipotesi di un nuovo intervento diplomatico degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, invitandoli a concentrarsi sulla guerra con l’Iran.
“Lasciamo che i negoziatori universali americani si occupino dei compiti affidati loro dal presidente Trump. Noi stiamo portando avanti i nostri”, ha affermato Lavrov. Il ministro ha ribadito che Mosca intende completare l’operazione avviata in Ucraina, sostenendo che i precedenti tentativi di soluzione pacifica sono falliti perché i firmatari degli accordi “hanno mentito” e non avrebbero mai avuto intenzione di rispettarli.
Sanzioni e armi europee
L’Unione europea ha approvato misure restrittive contro una dirigente e cinque società del gruppo russo Abs Elektro, accusate di produrre componenti elettronici essenziali per i droni militari. Altre sanzioni hanno colpito quindici persone e un’istituzione ritenute responsabili di violenze contro prigionieri di guerra e civili ucraini detenuti in Russia. Secondo il quotidiano greco Kathimerini, Ue e Nato stanno inoltre facendo pressione su Atene perché consegni a Kiev fino a 200 missili Patriot Pac-2. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha difeso anche il previsto acquisto tedesco di missili Tomahawk: “Siamo un’alleanza difensiva. Non attaccheremo mai nessuno”.





