Nella sesta notte consecutiva di bombardamenti, Washington ha colpito radar, difese aeree, aeroporti, collegamenti ferroviari e ponti nell’Iran meridionale. Teheran ha risposto con nuove ondate di missili e droni contro Qatar, Kuwait, Oman e Giordania, annunciando che gli attacchi continueranno fino alla cessazione delle operazioni americane.
Il Centcom ha comunicato di avere completato “un’altra importante ondata di attacchi”, condotta con caccia, droni e navi da guerra contro decine di obiettivi. L’azione più grave ha colpito due ponti nella zona di Bandar Khamir, nella provincia di Hormozgan, provocando almeno sette morti secondo l’agenzia iraniana Irna.
Bombardati anche l’aeroporto di Iranshahr, nel Sistan e Balucistan, e uno snodo ferroviario di Bandar Abbas, dove due persone sono rimaste ferite. Un altro ferito è stato segnalato a Bushehr.
Il ministero della Salute iraniano ha aggiornato a 38 morti, tra cui tre donne e un minore, e oltre 400 feriti il bilancio degli attacchi statunitensi dal 22 giugno. Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno ottenendo “grandi successi” e che gli americani vedranno “i frutti di questo lavoro molto, molto presto”.
Attacchi contro le basi americane
I Pasdaran hanno rivendicato l’attacco alla base statunitense di Al Udeid, in Qatar, sostenendo di avere distrutto un radar a lungo raggio e alcuni aerei cisterna. Doha ha confermato di avere intercettato i missili e ha temporaneamente invitato la popolazione a restare al chiuso. In Kuwait, droni iraniani hanno colpito installazioni e accampamenti militari, provocando feriti tra i soldati, e una centrale elettrica.
Teheran ha inoltre affermato di avere centrato una base americana, depositi di armi, un radar antimissile e due lanciatori Himars. L’esercito giordano ha invece annunciato di avere abbattuto tre missili diretti verso il Paese, senza vittime, mentre l’Iran sostiene di avere colpito caccia statunitensi di stanza in Giordania.
Le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato anche la distruzione di radar di sorveglianza aerea e marittima in Oman. “Gli attacchi efficaci e mirati continueranno” finché non cesseranno i bombardamenti sulla costa meridionale e sullo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il comandante delle forze aerospaziali Majid Mousavi.
Hormuz paralizzato
Lo scontro si concentra anche sul controllo delle rotte energetiche. Secondo dati di navigazione citati da Al Jazeera, giovedì soltanto tre navi mercantili hanno attraversato Hormuz, il livello più basso da maggio. Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato al largo dell’Oman, riportando lievi danni senza conseguenze per l’equipaggio. I marines americani hanno inoltre abbordato nel Golfo dell’Oman la M/T Wen Yao, carica di carburante iraniano, per verificarne il rispetto del blocco navale.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito: “L’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz”. Teheran sostiene invece di mantenerne il pieno controllo e minaccia di impedire il passaggio di petrolio e gas finché proseguiranno gli attacchi.
Otto curdi uccisi in Iraq
Il conflitto ha coinvolto anche il Kurdistan iracheno, dove otto membri del gruppo curdo iraniano Komala sono stati uccisi in un attacco con droni e razzi attribuito a Teheran. Le difese della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno abbattuto altri velivoli sopra Erbil. Il governo regionale ha denunciato una “flagrante violazione» della sovranità irachena e ha chiesto all’Iran di porre fine agli attacchi “ingiustificati”.
Resta controversa la rivendicazione iraniana di un bombardamento contro il centro operativo americano di Al Tanf, in Siria. Damasco ha smentito che la base sia stata colpita, precisando che non risultano vittime né danni.





