Dal microbiota intestinale alla fertilità, dalle malattie cardiovascolari al diabete e all’obesità: il cibo che ammala sta compromettendo il futuro del Paese. È l’allarme lanciato da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che hanno promosso una mobilitazione nazionale con i mercati contadini presenti in contemporanea in oltre 70 ospedali italiani per sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di un’alimentazione sana e trasparente. L’obiettivo è riportare sulle tavole delle famiglie, nelle scuole e nelle mense i prodotti genuini della Dieta Mediterranea, contrastando la diffusione di alimenti di origine poco chiara o sottoposti a pratiche che rischiano di compromettere qualità e fiducia dei consumatori. Tra gli esempi richiamati figurano l’olio miscelato commercializzato come extravergine pur senza possederne i requisiti e il grano importato da Paesi dove è consentito l’impiego del glifosato in pre-raccolta, pratica vietata in Italia, fino alla crescente diffusione dei cibi ultraformulati.
La comunicazione intestino cervello
Secondo un’analisi della Fondazione Aletheia, una delle principali acquisizioni della ricerca scientifica degli ultimi anni riguarda il microbiota intestinale, costituito da circa 38 trilioni di microrganismi che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario, del metabolismo, dei processi infiammatori e della comunicazione tra intestino e cervello.
Il rischio disbiosi
Quando questo equilibrio viene alterato si sviluppa la cosiddetta disbiosi, condizione associata a un’infiammazione cronica di basso grado, o metainfiammazione, considerata uno dei principali meccanismi biologici alla base dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, numerose forme tumorali e patologie neurodegenerative.
I vantaggi di alimenti casi
L’alimentazione rappresenta il principale fattore in grado di preservare o compromettere questo equilibrio. Una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e alimenti freschi favorisce la biodiversità del microbiota e la produzione di acidi grassi a catena corta, indispensabili per il corretto funzionamento della barriera intestinale e del sistema immunitario.
I rischi di una cattiva alimentazione
Al contrario, evidenzia la Fondazione Aletheia, il consumo abituale di alimenti ultraformulati, ricchi di additivi, emulsionanti, conservanti e dolcificanti artificiali, altera profondamente il microbiota. Una meta-analisi pubblicata sul BMJ nel 2024, condotta su quasi dieci milioni di partecipanti, ha associato un elevato consumo di questi prodotti a un aumento del 50% della mortalità cardiovascolare e del 40% del rischio di diabete di tipo 2, indicando negli additivi uno dei principali fattori di rischio, indipendentemente dal solo contenuto calorico.
Le alterazioni ormonali
Le preoccupazioni riguardano anche la salute riproduttiva. Diverse ricerche internazionali, pubblicate su Human Reproduction Update, Nutrients e Human Reproduction Open, hanno evidenziato un’associazione tra il consumo elevato di alimenti ultraformulati e una riduzione della qualità del liquido seminale nei giovani uomini, con effetti sulla concentrazione e sulla motilità degli spermatozoi.
I meccanismi biologici
Un ulteriore studio, pubblicato nel 2026 su Human Reproduction, ha inoltre rilevato una correlazione tra il consumo abituale di junk food e una crescita embrionale più lenta, oltre a un minore volume del sacco vitellino nel primo trimestre di gravidanza. Anche in questo caso, spiegano gli esperti, l’alterazione del microbiota intestinale rappresenterebbe uno dei principali meccanismi biologici coinvolti.
Dipendenza da energy drink
Tra gli alimenti che destano maggiore attenzione figurano gli energy drink, il cui elevato contenuto di caffeina, zuccheri e taurina può favorire dipendenza, disturbi del sonno, tachicardia e aumento della pressione arteriosa. Uno studio pubblicato nel 2023 su Nature da ricercatori della University of Rochester ha inoltre evidenziato, in modelli sperimentali animali, che la taurina può favorire la proliferazione di alcune cellule leucemiche. Si tratta di risultati preclinici che richiedono ulteriori conferme sull’uomo, ma che, secondo Coldiretti, rafforzano la necessità di un consumo prudente, soprattutto tra bambini e adolescenti.
Merendine e snack sotto osservazione
Sotto osservazione anche merendine industriali, snack salati, barrette energetiche e piatti pronti. Prodotti spesso caratterizzati da elevate quantità di zuccheri aggiunti, grassi raffinati, sale, conservanti e numerosi additivi, il cui consumo frequente viene associato dalla letteratura scientifica a obesità, resistenza all’insulina, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Attenti alla filiera produttiva
Accanto agli aspetti nutrizionali, Coldiretti richiama l’attenzione anche sulla trasparenza della filiera. In particolare, viene evidenziato il caso del grano importato da Paesi nei quali è consentito il trattamento con glifosato in pre-raccolta, pratica vietata dalla normativa italiana. Pur ricordando che i residui presenti nei prodotti finali risultano generalmente entro i limiti previsti dalla legge, l’organizzazione ribadisce il diritto dei consumatori a conoscere l’origine delle materie prime e le modalità con cui gli alimenti vengono prodotti.
Il caso dell’olio d’oliva
Analoga preoccupazione riguarda il settore dell’olio d’oliva, dove prodotti non conformi agli standard dell’extravergine vengono talvolta commercializzati come tali, con ripercussioni sia sulla tutela dei consumatori sia sul lavoro delle imprese agricole italiane.
Coldiretti e principi di una dieta sana
Per Coldiretti, difendere la salute dei cittadini significa promuovere un’alimentazione ispirata ai principi della Dieta Mediterranea, garantire la massima trasparenza sull’origine degli alimenti, contrastare frodi e pratiche elusive e sostenere gli agricoltori italiani che operano nel rispetto di standard produttivi tra i più rigorosi al mondo.





