La spesa per la difesa non va messa in competizione con sanità, scuola, cultura o welfare. Per Guido Crosetto rappresenta invece la condizione necessaria perché una democrazia possa garantire pace, sicurezza e libertà ai propri cittadini. Il Ministro della Difesa lo ha detto in video collegamento a ‘Pantelleria, Mediterraneo d’autore’, la rassegna promossa da Myrta Merlino e Valentina Fontana. “Non ho mai pensato che le spese per la difesa debbano essere messe in alternativa ad altre spese importantissime come la sanità, la scuola, la cultura o qualsiasi altro tipo di spesa sociale”, ha affermato Crosetto. Poi ha aggiunto: “La difesa è il presupposto: senza difesa, senza libertà, non c’è sanità, non c’è cultura, non c’è libertà”.
Il Ministro ha inserito il tema nel quadro degli impegni assunti dall’Italia dentro la Nato. A suo giudizio, garantire la sicurezza può avvenire in modo autonomo oppure all’interno di un’alleanza, ma la seconda strada è “molto meno costosa e molto più sicura”. L’Italia, ha ricordato, fa parte della “più forte alleanza che esista al mondo”, e questo comporta anche il rispetto delle regole condivise.
Obiettivi
“Far parte di un’alleanza, come far parte di una società, di una famiglia o di un club, significa rispettare le regole che questa alleanza si è data, sia quando ti piacciono sia quando non ti piacciono”, ha spiegato Crosetto. “Se non ti piacciono, puoi uscire. Ma se decidi di rimanere dentro un’alleanza”, ciascun Paese deve contribuire secondo le proprie possibilità. Il riferimento è agli obiettivi di spesa per la difesa, parametrati al prodotto interno lordo. “Chi ha un prodotto interno lordo più piccolo farà uno sforzo minore”, ha chiarito il Ministro, mentre gli Stati Uniti, con il Pil più grande, sostengono “lo sforzo maggiore di tutti”. Per anni, ha osservato Crosetto, l’Europa non avrebbe fatto abbastanza, lasciando a Washington il peso principale della sicurezza e della deterrenza.
“Gli Stati Uniti si sono fatti carico della nostra difesa, della nostra sicurezza, della deterrenza, cioè della capacità di incutere timore all’avversario, senza chiederci nulla”, ha detto. Il cambio di fase, secondo il ministro, non nasce con Donald Trump: “Da Obama — perché non è stato Trump, ha iniziato Obama, poi ha proseguito Trump, poi Biden, e ora nuovamente Trump con molta più durezza — è stato chiesto all’Europa: basta, iniziate a garantirvi la vostra difesa da soli”.
Punto di arrivo
Crosetto ha ricordato che l’obiettivo indicato dall’Alleanza non sarà raggiunto subito. Italia e altri Paesi europei, ha spiegato, hanno indicato il 2035 come punto di arrivo, con la possibilità di valutare nel frattempo l’evoluzione del quadro internazionale. Ma il principio, per il ministro, resta fermo: “Se vuoi far parte di questa alleanza, devi rispettare gli impegni presi”. Il titolare della Difesa ha poi legato il suo ragionamento a una prospettiva più ampia, precisando di non parlare per interesse legato al proprio incarico. “Il prossimo anno, se il governo arriverà alla fine, lascerò il Ministero della Difesa”, ha dichiarato. “Quindi non sto parlando di bilanci che amministro io, ma di bilanci che servono allo Stato”.
Per Crosetto la scelta atlantica non ha alternative realistiche. “Ne parlo perché penso che siano necessari per garantire la sicurezza di mio figlio, dei vostri figli e il nostro futuro, e che non ci sia un’alternativa a far parte della Nato”, ha detto. Poi la chiusura politica: “Io non voglio allearmi né con la Russia né con la Cina; magari qualcuno pensa che sia meglio perseguire quell’obiettivo, è legittimo farlo, ma in quel caso probabilmente non avremmo neanche bisogno di costruire una difesa, perché ci penserebbero loro a gestirci”.





