Un ragazzino di 11 anni ha investito con un pick‑up un gruppo di monaci buddisti in pellegrinaggio nel nord‑est della Thailandia, uccidendone otto e ferendone 14, quattro dei quali in condizioni critiche.
L’incidente è avvenuto giovedì nella provincia di Mukdahan, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Il gruppo, composto da 35 monaci, aveva iniziato da appena mezz’ora un cammino di 260 chilometri verso la provincia di Ubon Ratchathani, quando il veicolo ha sbandato e li ha travolti. Cinque monaci sono morti sul colpo, mentre altri tre sono deceduti in ospedale, ha dichiarato il governatore Worrayan Boonnarat. Secondo la polizia, il bambino avrebbe preso il veicolo dei genitori senza permesso, perdendo poi il controllo e uscendo di strada.
Il monaco Phra Sompong, sopravvissuto all’impatto, ha raccontato in un video pubblicato dai soccorritori: «Ho visto un ragazzo alla guida del pick‑up che si avvicinava. Stavo recitando Buddho, Buddho. Poi all’improvviso il camion ci ha colpito a tutta velocità». Il religioso ha spiegato che lui e un altro monaco sono riusciti a gettarsi di lato, mentre «i primi nove in fila sono sopravvissuti, gli altri sono stati sbalzati in aria».
La polizia ha arrestato il ragazzino e il veicolo è stato sequestrato per accertamenti forensi. In Thailandia, i monaci buddisti sono profondamente venerati e spesso partecipano a processioni pubbliche, ricevendo offerte dai cittadini.
L’incidente ha scosso la comunità locale e ha riaperto il dibattito sulla sicurezza stradale, un tema critico nel Paese, che registra uno dei tassi più alti al mondo di incidenti mortali, spesso legati a velocità eccessiva, guida in stato di ebbrezza e scarsa applicazione delle norme.





