La Russia ha lanciato nella notte uno dei più pesanti attacchi dall’inizio dell’invasione contro Kiev e altre città ucraine. Secondo l’aeronautica ucraina, Mosca ha impiegato 74 missili e 496 droni a lungo raggio. Le difese aeree hanno abbattuto o neutralizzato 48 missili e 476 droni, ma 25 missili balistici e 12 velivoli senza pilota hanno colpito 33 località. Kiev è stata l’obiettivo principale. Esplosioni sono state udite in tutta la città per ore, mentre migliaia di residenti si rifugiavano nelle stazioni della metropolitana.
Il bilancio nella capitale è di almeno 17 morti e 86 feriti, 70 dei quali ricoverati in ospedale, secondo le autorità ucraine. Il sindaco Vitali Klitschko ha definito il bombardamento “il più massiccio” mai subito da Kiev dall’inizio della guerra.
I soccorritori scavano ancora tra le macerie di edifici residenziali, hotel e infrastrutture civili danneggiate. Nel quartiere di Darnytskyi un palazzo di nove piani è stato parzialmente distrutto dal primo al sesto piano. A Shevchenkivskyi sono scoppiati incendi sul tetto di un hotel, in un edificio non residenziale e in un mercato colpito dai detriti. Danneggiata anche una struttura di pronto soccorso.
Il capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, ha parlato di danni in decine di punti della città. Le operazioni di ricerca continuano in più quartieri, anche sotto la protezione della polizia. A Kiev è stato proclamato il lutto cittadino per venerdì.
Kiev chiede Patriot agli Stati Uniti
Il presidente Volodymyr Zelensky ha rilanciato l’appello agli alleati per rafforzare la difesa aerea. “Le forniture per la difesa aerea dell’Ucraina sono una priorità assoluta e critica”, ha scritto su Facebook, spiegando di attendere dagli Stati Uniti una decisione sulle licenze per produrre missili Patriot e su altre forme di cooperazione. Secondo Kiev, senza un aumento stabile della produzione e delle consegne di sistemi antimissile, la capacità di proteggere le città ucraine resta insufficiente.
Anche il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha chiesto decisioni immediate. “Non ritardate le decisioni sulla difesa aerea per l’Ucraina”, ha scritto su X, definendo il raid una “notte di orrore” e accusando Mosca di aver colpito edifici residenziali e infrastrutture civili. “Non servono solo parole di condanna, ma azioni concrete”, ha aggiunto, chiedendo nuove sanzioni e più sistemi antiaerei.
Ue prepara sanzioni
Il Cremlino ha confermato l’attacco, sostenendo che si sia trattato di un bombardamento di rappresaglia contro obiettivi “militari o di natura militare”. Il portavoce Dmitry Peskov ha detto che il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov ha informato Vladimir Putin sugli esiti dell’operazione. Mosca sostiene di aver colpito infrastrutture energetiche e della difesa.
Peskov ha poi risposto all’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha annunciato nuove sanzioni contro entità legate al complesso militare-industriale russo. “La Russia continuerà ad aumentare la pressione sul regime di Kiev per arrivare ai suoi obiettivi”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, accusando l’Unione europea di essersi avviata sulla strada della “militarizzazione” e del confronto con Mosca.
Kallas aveva scritto che “le sole parole di condanna non fermeranno gli attacchi contro Kiev” e che solo il sostegno militare costante all’Ucraina, insieme a una maggiore pressione su Mosca, può incidere sul calcolo del Cremlino.
Tajani: Mosca fermi le aggressioni
La condanna è arrivata anche dall’Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto alla Russia di fermare le aggressioni e ha ribadito il sostegno a Kiev. La Polonia, intanto, ha fatto decollare i propri caccia come misura preventiva durante l’attacco russo, per proteggere lo spazio aereo nelle aree vicine alle regioni ucraine colpite.





