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Ondate di calore, l’allarme dell’Oms: “Non sono più eventi isolati”

Riunione straordinaria il 6 luglio con gli Stati europei. In Italia calano i bollini rossi, arriva il maltempo soprattutto al Nord
mercoledì, 1 Luglio 2026
2 minuti di lettura

L’ondata di calore che attraversa l’Europa diventa ora un caso sanitario continentale. E difatti ieri l’Organizzazione mondiale della Sanità ha convocato per il 6 luglio una riunione di emergenza con i referenti nazionali per emergenze, ambiente e cambiamenti climatici degli Stati della Regione europea. Sul tavolo, le parole del Direttore dell’Ufficio regionale europeo dell’Oms Hans Kluge, ci sarà una domanda secca: che cosa l’Europa ha imparato da questa crisi e se sia pronta alla prossima.

Di certo la morsa del caldo si sta attenuando in Italia, ma il bilancio resta pesante. Kluge ha parlato di pronto soccorso pieni in tutto il continente, servizi di ambulanza sotto pressione e, per il Belpaese, di cinque decessi in 24 ore: “Le ondate di calore non sono più eventi anomali isolati: sono crisi ricorrenti e stanno diventando più frequenti, più intense e più lunghe”, ha detto. Il punto, per l’Oms, non riguarda soltanto l’emergenza di questi giorni: “Ogni estate in cui non ci prepariamo ad affrontare il caldo record sarà un’estate che paghiamo in vite umane”.

Sempre caldo

Il caldo cambia geografia, ma non perde forza. Francia e Spagna restano in allerta, mentre l’ondata si sposta verso i Balcani e l’Est Europa. Budapest ha toccato punte di 41 gradi. In Slovacchia il servizio idrometeorologico nazionale ha segnalato un nuovo record assoluto: 41,3 gradi a Kamenica nad Hronom, nel sud del Paese, vicino al confine con l’Ungheria. Il primato precedente, 41 gradi, risale appena al giorno prima. In Croazia anche Spalato ha superato la soglia storica della città: 39,5 gradi, oltre il precedente record di 38,6 fissato nel luglio 1950. È la giornata più calda dall’inizio delle rilevazioni locali nel 1948.

In Italia il quadro sanitario resta sotto osservazione, ma i bollettini del ministero della Salute indicano un primo arretramento dell’allerta. Le città da bollino rosso scendono da 25 a 22 per oggi: sono Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste, Venezia e Verona. Bolzano, Messina, Napoli, Torino e Viterbo passano al giallo di preallerta. Reggio Calabria resta in arancione, livello che segnala rischio per le persone più fragili.

Aria fresca, occhio ai temporali

Domani la riduzione diventa più netta: il bollino rosso resta solo per Catania e Reggio Calabria, mentre Messina sarà in arancione. Le altre 24 città monitorate scendono al giallo. Maria Rosaria Campitiello, Capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, ha precisato che comunque sarà fatta una rivalutazione. Alla tregua termica si accompagna però un rischio diverso. Dopo giorni di canicola africana, l’ingresso di aria più fresca in quota può alimentare temporali, grandine e rovesci intensi. Dal Nord Europa si avvicina un vortice freddo in quota, la cosiddetta goccia d’aria fresca, destinato a superare l’arco alpino e poi a scivolare verso il Centro-Sud.

Oggi il Nord vedrà più nubi e temporali, con fenomeni in movimento da ovest verso est. Nel pomeriggio il peggioramento potrà raggiungere molte regioni settentrionali e alcune zone del Centro. Al Sud sono previsti piovaschi sparsi, soprattutto vicino ai rilievi. Le temperature inizieranno a calare, in modo più evidente nelle aree colpite dai fenomeni.

Giovedì 2 luglio segna lo stop alla fase più dura della canicola. Venti più freschi porteranno l’instabilità verso il Sud e favoriranno un ulteriore calo termico, soprattutto al Nord e lungo il versante adriatico centrale. In avvio residui temporali interesseranno l’Emilia-Romagna, poi la fase più instabile si sposterà su Centro e Mezzogiorno, con rovesci anche forti su aree montuose e possibili sconfinamenti verso le pianure. Attenzione a Toscana, Marche, Abruzzo, Sardegna, Campania e Basilicata. Da venerdì 3 luglio l’alta pressione tornerà a guadagnare terreno, con temperature di nuovo in aumento e ultimi fenomeni possibili soprattutto tra basso Tirreno e Sicilia orientale.

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