La Presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi esprime forte preoccupazione per le recenti invettive di Donald Trump e invita a non confondere il rapporto con gli Stati Uniti con la figura dell’ex presidente americano. In un’intervista a La Stampa, Craxi parla di un “attacco verbale a freddo, reiterato, privo di una vera ragione”, sottolineando come le parole di Trump appaiano ancora più incomprensibili dopo il vertice G7 di Evian, “che, a detta di tutti, è andato più che bene”. “Non mi è chiaro a quale logica rispondano le invettive di Trump, ammesso che esista una logica”, afferma la Senatrice azzurra. Secondo Craxi, l’impressione è che Trump voglia “minare a tutti i costi l’unità dell’Occidente”, in una fase in cui la compattezza tra alleati resta un elemento centrale dello scenario internazionale.
La Senatrice rivendica però la necessità di mantenere saldo il legame con il popolo americano e con le istituzioni democratiche degli Stati Uniti. Per questo considera importante partecipare al ricevimento all’ambasciata Usa in occasione del 4 luglio. “L’Independence Day è un richiamo al valore della libertà e alla forza delle istituzioni democratiche”, osserva Craxi, aggiungendo che il rapporto con gli Stati Uniti va coltivato “nonostante Trump e oltre Trump”. Un legame, ricorda, che “esisteva prima di lui ed esisterà dopo di lui”.
Atlantismo
Craxi interviene anche sul significato dell’atlantismo, respingendo l’idea che esso comporti una rinuncia alla sovranità nazionale. “L’atlantismo non è mai stato sinonimo di rinuncia alla nostra autonomia”, spiega. Per la presidente dei senatori di Forza Italia, si tratta piuttosto di una condivisione di valori, interessi strategici e responsabilità comuni, mantenendo però “la capacità di decidere ciò che è meglio per l’Italia”. Nell’intervista Craxi richiama infine la crisi di Sigonella del 1985 tra Bettino Craxi e Ronald Reagan. Quella vicenda, ricorda, si ricompose anche grazie alle scuse che Reagan inviò personalmente al presidente del Consiglio italiano. “Quando si ha ragione e si è saldi nei propri convincimenti, bisogna tenere il punto”, afferma la senatrice, perché “le partnership vivono di rispetto e chiarezza”.
Per Craxi, inoltre, gli Stati Uniti non devono essere considerati “un monolite”, né nelle élite governanti né a livello di “deep state”. Proprio per questo, conclude, è necessario tenere aperti e rafforzare tutti i canali di dialogo, compresi quelli economici e commerciali.





