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Casa cara: fuori città affitti più bassi, ma fino a 2 mila euro l’anno se ne vanno in trasporti

sabato, 20 Giugno 2026
2 minuti di lettura

L’emergenza abitativa e l’aumento dei costi della mobilità stanno cambiando le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone lasciano i grandi centri urbani per trovare abitazioni a canoni più sostenibili, ma una parte consistente del risparmio viene assorbita dalle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro. È quanto emerge da un’analisi della Cna sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. L’indagine mette in evidenza un divario crescente tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro, con un nuovo costo fisso che pesa sui bilanci familiari e incide sulla competitività delle imprese.

Una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sull’affitto può arrivare a sostenere oltre 2 mila euro annui in più tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese legate agli spostamenti. In questo modo oltre la metà del beneficio ottenuto sul canone rischia di essere cancellata dai costi necessari per andare al lavoro.

Territorialità

Il fenomeno cambia intensità a seconda dei territori. Nelle grandi aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un vantaggio economico, ma molto più ridotto rispetto a quanto appare a prima vista. A Milano, d esempio, un nucleo familiare può risparmiare in media circa 5.400 euro l’anno scegliendo una casa fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale scende così a poco più di 3 mila euro annui. A Roma il risparmio teorico sull’affitto sfiora i 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro. Il vantaggio effettivo si riduce quindi a circa 2.600 euro. Una situazione analoga riguarda Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio derivante da un canone più basso viene erosa dalle spese necessarie per raggiungere il luogo di lavoro.

Nelle città medie il quadro si fa più critico. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dai costi della mobilità. In alcuni territori del Mezzogiorno il margine residuo si restringe a poche centinaia di euro l’anno. A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce fino all’85-90 per cento del risparmio ottenuto sul canone rischia di essere annullato dagli spostamenti quotidiani.

Artigiani e piccole imprese

Il problema non riguarda solo le famiglie. Per artigiani e piccole imprese che operano sul territorio il costo della mobilità rappresenta una voce strutturale. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti non devono soltanto raggiungere un luogo di lavoro: la loro attività si svolge ogni giorno tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza. Secondo le elaborazioni della Cna un serramentista percorre in media circa 20 mila chilometri l’anno e sostiene costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo.

Per un elettricista attivo quotidianamente sul territorio la spesa annua sale a circa 5.600 euro. Per termoidraulici e manutentori, che percorrono in media 30 mila chilometri l’anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro.
Il combinato tra caro casa e caro trasporti produce così un effetto doppio. Da un lato riduce il vantaggio economico per chi lascia le città alla ricerca di affitti più bassi. Dall’altro aumenta i costi operativi delle imprese più legate alla presenza fisica sul territorio.

Equilibrio fragile

La Cna segnala quindi un nodo che riguarda insieme politiche abitative, infrastrutture, mobilità locale e organizzazione del lavoro. Il trasferimento fuori dai centri urbani, da soluzione per alleggerire il bilancio familiare, rischia di diventare un equilibrio fragile, nel quale il risparmio sul canone viene compensato da una nuova spesa ricorrente.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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