Le autorità vietnamite hanno salvato più di 400 gatti vivi destinati al macello dopo aver smantellato una presunta rete criminale specializzata nel furto e nella raccolta di animali domestici. L’operazione, condotta nella provincia di Tay Ninh e a Ho Chi Minh City, ha portato all’arresto di nove persone, accusate di aver gestito per anni un traffico illegale di felini destinati al consumo alimentare.
Durante i raid, la polizia ha trovato anche circa 80 gatti morti conservati nel ghiaccio e altri 21 animali in una seconda struttura. Secondo le indagini, il gruppo avrebbe catturato gatti in tutto il Vietnam meridionale negli ultimi tre anni, rivendendoli ai trafficanti ogni due o tre giorni. Il consumo di carne di cane e gatto è legale nel Paese, ma richiede permessi che attestino la provenienza degli animali — documenti che i sospettati non possedevano. La polizia è risalita alla banda dopo una serie di denunce di furti di animali domestici a Ho Chi Minh City. Circa 40 gatti sono già stati restituiti ai proprietari, ha riferito l’organizzazione Humane World for Animals. Secondo l’associazione. ogni anno in Vietnam vengono catturati, rubati e macellati circa cinque milioni di cani e un milione di gatti.
Gli animali domestici vengono spesso sottratti dalle case. Nonostante la persistenza del consumo di carne di cane e gatto, gli attivisti notano un cambiamento culturale. Un sondaggio del 2023 mostra una crescente opposizione pubblica, soprattutto tra i giovani e i proprietari di animali, con la maggioranza favorevole a un divieto totale del commercio. La polizia ha invitato i cittadini che sospettano il furto dei propri animali a farsi avanti per contribuire all’identificazione. L’operazione, una delle più grandi mai condotte contro il traffico di animali domestici, riaccende il dibattito nazionale su un mercato controverso che continua a sopravvivere tra tradizione, illegalità e crescente pressione sociale.





