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Volodymyr Zelensky, Presidente dell'Ucraina

Londra ferma una petroliera russa nella Manica, Zelensky porta il dossier Ucraina al G7

La nave "Smyrtos" battente bandiera del Camerun è stata fermata al largo dell’Inghilterra. Kiev parla di colpo alla macchina bellica di Mosca. Allarme Aiea per Zaporizhzhia
lunedì, 15 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Le forze britanniche hanno intercettato nella Manica la petroliera Smyrtos, indicata da Londra come parte della flotta ombra usata da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio. La nave, battente bandiera del Camerun, era partita il 5 giugno da Ust Luga, sul Baltico, diretta a Port Said, in Egitto. Secondo i media britannici, aveva attraversato il Baltico, circumnavigato la Danimarca e raggiunto il Mare del Nord prima di arrivare nella Manica.

Dopo il fermo, la Smyrtos è stata portata all’ancora al largo della costa meridionale dell’Inghilterra, vicino all’isola di Portland, dove resterà monitorata per le indagini e per eventuali rischi ambientali o di sicurezza. Il ministero della Difesa britannico ha definito l’intervento “la prima operazione di questo tipo guidata dal Regno Unito”. I commando della Royal Marine sono saliti a bordo con agenti della National Crime Agency. L’operazione, durata circa sei ore secondo la Bbc, è stata condotta con le autorità francesi. Il Premier Keir Starmer ha parlato di “un altro duro colpo alla Russia” e di un avvertimento a chi alimenta la guerra di Vladimir Putin. Secondo Sky News e Defence Journal, dopo il fermo altre navi riconducibili alla flotta ombra russa avrebbero iniziato ad allontanarsi dalle acque britanniche.

Kiev: colpire il petrolio per colpire la guerra

Kiev ha accolto l’operazione come un colpo al finanziamento dello sforzo bellico russo. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha definito la flotta ombra “uno strumento di guerra”: “Ogni nave fermata significa meno fondi per la macchina bellica russa”. Anche Volodymyr Zelensky ha ringraziato Starmer e ha chiesto all’Europa norme per fermare le petroliere, restringere le spedizioni e confiscare il petrolio trasportato. La stretta arriva alla vigilia del G7 in Francia, dove Zelensky vuole riportare la guerra al centro dell’agenda. “Il destino dell’Europa si decide qui”, ha scritto su X. Secondo il Presidente ucraino, Kiev combatte per la propria indipendenza, per la scelta europea e per la sicurezza di Stati baltici, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania, Moldavia e Caucaso. Il confronto proseguirà poi al Consiglio europeo e al vertice Nato di Ankara. Da Roma, Antonio Tajani ha avvertito che l’Unione europea dovrà essere rappresentata in un eventuale trattativa di pace. “Se si arriverà alla pace, nel momento in cui si deciderà se e come ritirare le sanzioni, al tavolo dovrà esserci l’Europa”, ha detto al Forum in Masseria.

Trump parla con Zelensky e Putin

Nella stessa giornata, Donald Trump ha parlato separatamente con Zelensky e con Putin, nel giorno del suo ottantesimo compleanno. La telefonata con Zelensky è durata almeno trenta minuti. Il leader ucraino l’ha definita “fantastica” e ha riferito di aver discusso del fronte, del sostegno militare americano e delle prossime mosse diplomatiche. Ha ringraziato Washington per gli aiuti, “dai Javelin ai Patriot”, e ha annunciato che alcune “buone idee” saranno approfondite al G7. Più lunga, 55 minuti secondo la Tass, la conversazione con Putin. Il Cremlino ha riferito che il Presidente russo ha chiamato Trump per gli auguri. Secondo il consigliere Yuri Ushakov, il leader americano ha chiesto la fine della guerra in Ucraina. Resta aperto il formato di un eventuale negoziato.

Raid e allarme Zaporizhzhia

Sul terreno la guerra non rallenta. Zelensky ha denunciato “centinaia di attacchi” russi ogni giorno contro città e infrastrutture civili. Secondo Kiev, nell’ultima settimana Mosca ha lanciato 1.920 droni da combattimento, 1.790 bombe aeree guidate e 17 missili. Le autorità russe hanno accusato Kiev di un attacco con droni su Oryol, dove sarebbe stato colpito un edificio residenziale, con un morto e nove feriti. Resta alta anche l’allerta nucleare. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha espresso “profonda preoccupazione” per l’aumento dell’attività militare vicino alla centrale di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe. L’Agenzia ha chiesto la “massima moderazione militare” attorno a tutte le installazioni nucleari.

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