James Boyard, direttore di gabinetto del Ministero della Difesa e ispettore generale della polizia haitiana, è stato rapito giovedì a Bourdon, una delle poche zone di Port‑au‑Prince considerate finora relativamente sicure. Lo ha confermato una fonte all’Associated Press, definendo l’episodio “il più grave rapimento di un funzionario statale negli ultimi anni”. Boyard, stimato esperto di sicurezza e politologo, stava lavorando alla ricostruzione delle forze armate e alla riforma della Polizia Nazionale. Il suo sequestro segna un nuovo punto di svolta nella spirale di violenza che travolge Haiti, dove il 70% della capitale è controllato dalla coalizione criminale Viv Ansanm, designata dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica nel 2025. Secondo Diego Da Rin, analista dell’International Crisis Group, il rapimento “sembra pianificato nei minimi dettagli” e potrebbe aver coinvolto membri della scorta del funzionario.
Da Rin ha sottolineato che le gang stanno estendendo le loro operazioni anche nelle zone un tempo sicure, spesso indossando uniformi della polizia per fermare gli automobilisti e simulare controlli. Negli ultimi mesi, i rapimenti di alto profilo si sono moltiplicati: giornalisti, missionari e cittadini con doppia cittadinanza sono stati presi di mira per ottenere riscatti più elevati o per dissuadere le autorità da operazioni militari nei territori controllati dalle bande. Tra questi, Village de Dieu, roccaforte della gang 5 Segond guidata da Johnson “Izo” Andre, considerato uno dei boss più potenti del Paese. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, tra dicembre 2025 e febbraio 2026 sono state segnalate almeno 267 persone rapite, la maggior parte uomini. Nel 2025 i casi erano stati 1.268, in calo rispetto ai 2.058 dell’anno precedente, ma la tendenza resta allarmante.





