Quattro attivisti di Palestine Action sono stati condannati a lunghe pene detentive nel Regno Unito per aver distrutto droni e attrezzature militari nello stabilimento di Elbit Systems UK, nel Gloucestershire.
Il giudice Johnson ha stabilito che le loro azioni presentavano un “collegamento terroristico”, una decisione che ha immediatamente acceso un acceso dibattito politico e giuridico. Charlotte Head e Leona Kamio, entrambe trentenni, sconteranno cinque anni di carcere. Fatema Rajwani, 21 anni, è stata condannata a quattro anni e otto mesi.
La pena più severa è toccata a Samuel Corner, 23 anni, che oltre al danneggiamento è stato riconosciuto colpevole di lesioni gravi non premeditate per aver colpito un’agente con una mazza: sette anni e otto mesi. Tutti dovranno inoltre affrontare un anno di libertà vigilata e quindici anni di obbligo di notifica antiterrorismo.
Secondo la perizia dell’accusa, il raid del 2024 avrebbe causato danni per 1,2 milioni di sterline, inclusi 41 mezzi militari e sei unità di un sistema di droni non specificato. Johnson ha definito l’azione “attentamente pianificata e altamente sofisticata”, sostenendo che fosse concepita per intimidire il governo e i dipendenti dell’azienda.
La difesa ha contestato duramente la qualificazione terroristica. Rajiv Menon KC, avvocato di Head, ha parlato di un precedente “agghiacciante”, accusando l’accusa di voler aggirare il giudizio di una giuria. Altri legali hanno avvertito che, seguendo questa logica, anche movimenti storici come le suffragette o le attiviste di Greenham Common potrebbero essere considerati terroristi.
Fuori dal tribunale di Woolwich, circa 500 manifestanti hanno protestato contro le condanne, sostenendo che gli imputati abbiano agito per impedire la produzione di armi destinate ai conflitti. Oltre 70 persone sono state arrestate per sostegno a Palestine Action, organizzazione attualmente illegale in attesa del verdetto della Corte d’Appello.





