Un pilota di Air Canada è stato accusato di aver volato per 17 anni senza la licenza valida, in quello che le autorità definiscono “uno dei casi più gravi di violazione delle norme di sicurezza aerea” mai registrati nel Paese. La notizia, rivelata da NBC News e BBC, ha scosso il settore dell’aviazione civile canadese e sollevato interrogativi sulla solidità dei controlli interni delle compagnie aeree.
Secondo quanto emerso, il pilota — la cui identità non è stata resa pubblica — avrebbe ottenuto un documento di abilitazione non conforme ai requisiti richiesti dalla Transport Canada, l’ente federale responsabile della sicurezza dei voli. Nonostante ciò, avrebbe continuato a operare regolarmente su rotte nazionali e internazionali, accumulando migliaia di ore di volo e lavorando anche come istruttore per altri piloti.
L’irregolarità sarebbe stata scoperta durante un controllo di routine sui registri di certificazione, quando un ispettore ha notato discrepanze tra le date di rinnovo e le qualifiche dichiarate. Le autorità hanno immediatamente sospeso il pilota e avviato un’indagine interna.
Air Canada ha diffuso un comunicato in cui afferma di “collaborare pienamente con le autorità” e di aver “rafforzato le procedure di verifica dei documenti di tutto il personale di volo”. La compagnia ha inoltre precisato che “non vi è alcuna evidenza di incidenti o rischi per la sicurezza legati alle operazioni del pilota in questione”.
Gli esperti di aviazione sottolineano che il caso mette in luce una falla sistemica nei meccanismi di controllo delle licenze, spesso affidati a processi burocratici e database non aggiornati. Transport Canada ha annunciato una revisione completa delle procedure di certificazione e ha promesso di introdurre un sistema digitale di tracciamento per evitare che simili episodi si ripetano. Intanto, il pilota rischia sanzioni severe e la revoca definitiva di ogni abilitazione al volo.





