Il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), un tempo vetrina privilegiata per leader e investitori occidentali, si presenta oggi profondamente trasformato. L’edizione di quest’anno, inaugurata tra le tensioni degli attacchi con droni che hanno colpito la città natale di Vladimir Putin poche ore prima dell’apertura, ha visto una partecipazione occidentale con figure che spaziano dal mondo politico a quello dello spettacolo.
Tra gli ospiti più discussi figurano la podcaster conservatrice Candace Owens, l’attore Steven Seagal e Rodney Mims Cook Jr., presidente della Commissione statunitense per le belle arti. Quest’ultimo è il primo funzionario americano a partecipare allo SPIEF dal 2017. Tuttavia, il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato al Senato di “non essere a conoscenza” di alcuna delegazione ufficiale.
Il forum, spesso definito la “risposta di Putin a Davos”, ha visto diminuire progressivamente la presenza occidentale dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e, soprattutto, dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Quest’anno l’ospite d’onore è l’Arabia Saudita, con il ministro dell’Energia atteso alla sessione plenaria con Putin. Presente anche una nutrita delegazione cinese guidata dal vicepresidente Han Zheng.
Durante un dibattito culturale, Cook ha mostrato al pubblico immagini della sua “dacia” costruita ad Atlanta in stile russo, raccontando il suo legame con l’architetto Anton Gilkin, definito “figlio adottivo”, che ha rivelato di essere al lavoro su un insediamento a Nizhny Novgorod destinato a 450 immigrati occidentali attratti dal nuovo “visto per valori condivisi”, introdotto da Putin nel 2024 per chi abbraccia i valori tradizionali russi.
Sul fronte economico, Robert Agee, presidente della Camera di Commercio americana in Russia, ha parlato di “enormi opportunità” commerciali, pur ammettendo che la sfiducia tra i due Paesi è ai massimi storici.





