Il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha dichiarato che l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) non ha “alcun rapporto” con Paragon Solutions, l’azienda israeliana nota per la produzione di spyware e strumenti di sorveglianza avanzata. La precisazione arriva dopo una serie di articoli e segnalazioni mediatiche che suggerivano possibili collaborazioni tra l’agenzia federale e la società, già al centro di controversie internazionali per l’uso dei suoi software in operazioni di monitoraggio.
In un comunicato ufficiale, il DHS ha definito tali ricostruzioni “inaccurate”, sottolineando che ICE non ha mai acquistato né utilizzato prodotti sviluppati da Paragon. La smentita mira a contenere le preoccupazioni sollevate da gruppi per i diritti civili, che temevano un ampliamento delle capacità di sorveglianza dell’agenzia in un momento di forte dibattito sulle pratiche di controllo dell’immigrazione.
Paragon Solutions, fondata da ex membri dell’intelligence israeliana, è stata più volte associata a tecnologie capaci di penetrare dispositivi mobili e raccogliere dati sensibili. Negli ultimi anni, diverse inchieste giornalistiche hanno evidenziato come strumenti simili siano stati utilizzati da governi stranieri in operazioni contro oppositori politici, attivisti e giornalisti.
Il DHS ha ribadito che eventuali strumenti di sorveglianza impiegati da ICE devono rispettare rigorosi standard legali e di supervisione interna. Tuttavia, alcuni osservatori chiedono maggiore trasparenza, ricordando che in passato altre agenzie federali sono finite sotto scrutinio per l’uso di software di monitoraggio senza adeguati controlli pubblici.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di attenzione sulle tecnologie di sorveglianza e sul loro impiego da parte delle autorità statunitensi, soprattutto in ambito migratorio. Per ora, la posizione del DHS è netta: nessun legame, nessuna collaborazione, nessun contratto con Paragon Solutions.





