L’India e l’Unione Africana hanno deciso di rinviare il vertice India–Africa previsto a Nuova Delhi alla fine di maggio, a causa della “situazione sanitaria in evoluzione” nel continente africano. La decisione, annunciata dal Ministero degli Esteri indiano, arriva mentre la Repubblica Democratica del Congo affronta un nuovo focolaio di Ebola del ceppo Bundibugyo, una variante rara per la quale non esiste un vaccino approvato.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’epidemia ha già generato 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti, diffondendosi dalle province di Ituri e Tshopo fino a raggiungere il Sud Kivu, area controllata dai ribelli M23.
Il vertice, che avrebbe riunito capi di Stato, ministri e delegazioni di oltre cinquanta Paesi africani, era programmato dal 28 al 31 maggio e mirava a rafforzare la cooperazione su commercio, innovazione, sviluppo sostenibile e governance globale. Tuttavia, la necessità di garantire la piena partecipazione dei leader africani e di evitare rischi sanitari ha portato le due parti a concordare un rinvio “a data da destinarsi”.
Il governo indiano ha sottolineato che la scelta è stata presa “con senso di responsabilità”, mentre l’Unione Africana ha evidenziato l’importanza di concentrare gli sforzi sulla gestione dell’emergenza sanitaria.
La diffusione del virus in aree di conflitto, come quelle controllate dall’M23, sta infatti complicando le operazioni di contenimento: gli scontri armati, la mancanza di infrastrutture sanitarie e la difficoltà di accesso alle zone rurali ostacolano il tracciamento dei contatti e la cura dei pazienti.
Il rinvio del vertice rappresenta un segnale della gravità dell’epidemia e del timore che la crisi possa estendersi oltre i confini congolesi. Nuove date saranno annunciate “in un secondo momento”, mentre l’OMS continua a monitorare l’evoluzione del focolaio, già classificato come emergenza internazionale.


