La sfida dell’Intelligenza Artificiale, la responsabilità della comunicazione, il rapporto tra pace e tutela del creato. Leone XIV ha scelto temi concreti e attuali per il Regina Caeli celebrato ieri in piazza San Pietro, davanti a migliaia di fedeli arrivati da diversi Paesi. Nel giorno della ‘Giornata mondiale delle comunicazioni sociali’ il Pontefice ha legato il futuro delle nuove tecnologie alla difesa della dignità umana e indica nella qualità delle relazioni il terreno sul quale si misura la tenuta morale delle società contemporanee. “In questa epoca dell’Intelligenza Artificiale incoraggio tutti a impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica”, le parole al termine della preghiera mariana, dopo avere dedicato il messaggio di quest’anno al tema ‘Custodire voci e volti umani’.
Non è stato un richiamo astratto. Nelle parole del Papa è emersa la preoccupazione per una comunicazione sempre più veloce, dominata da strumenti capaci di moltiplicare contenuti e immagini, ma non sempre in grado di preservare autenticità, responsabilità e rispetto delle persone. Il Santo Padre harichiamato così il valore umano della parola pubblica e privata, in una fase storica in cui l’Intelligenza Artificiale entra nei processi informativi, nelle relazioni sociali e nella vita quotidiana.
Verità dell’uomo
Il Vescovo di Roma non ha assunto toni allarmistici, ma ha invitato a una direzione precisa: la tecnologia, il suo pensiero, deve restare orientata all’uomo e non sostituirsi alla sua coscienza. Il riferimento alla “verità dell’uomo” diventa quindi il criterio con cui giudicare il progresso tecnico e le sue applicazioni. Nel suo intervento Prevost ha collegato poi il tema della comunicazione a quello della pace e della custodia del creato. Da ieri e fino a domenica prossima si svolge infatti la ‘Settimana Laudato si’’, iniziativa ispirata all’enciclica di Bergoglio e dedicata all’ecologia integrale. Il Papa l’ha richiamata nell’anno giubilare dedicato a San Francesco d’Assisi, figura che definisce ancora oggi un punto di riferimento per il rapporto tra uomo, natura e fraternità.
“In questo anno giubilare di San Francesco d’Assisi ricordiamo il suo messaggio di pace con Dio, con i fratelli e con tutte le creature”, ha specificato in un passaggio che ha acquistato un significato particolare nel contesto internazionale segnato dai conflitti. Leone XIV ha osservato infatti che negli ultimi anni le guerre hanno rallentato i progressi compiuti sul fronte della tutela ambientale e della cooperazione globale.
Speranza per l’umanità
Da qui l’invito rivolto al ‘Movimento Laudato si’’ e a quanti lavorano per un’ecologia integrale a proseguire nell’impegno: “La cura per la pace è cura per la vita” ha detto il Papa in una frase che ha legato disarmo, difesa dell’ambiente e dignità umana. Nella prima parte del Regina Caeli il Pontefice ha riflettuto invece sul significato dell’Ascensione del Signore, celebrata in molti Paesi del mondo. L’immagine di Gesù che sale al cielo, ha spiegato, non rappresenta una distanza tra Dio e l’uomo, ma il segno di una comunione che continua. Citando Sant’Agostino, Leone XIV ha ricordato che il cammino di Cristo apre una speranza concreta anche per l’umanità.
L’Ascensione, ha aggiunto, riguarda la vita quotidiana dei credenti e il loro modo di pensare, sentire e agire. La via indicata dal Vangelo passa attraverso esempi semplici e vicini: non soltanto i santi riconosciuti dalla Chiesa, ma anche quelle persone comuni che Papa Francesco definiva “i santi della porta accanto”. Padri, madri, nonni, lavoratori, giovani che cercano di vivere con coerenza e responsabilità.





