Il viaggio ufficiale del presidente statunitense Donald Trump in Cina si apre con una delegazione che non ha precedenti per peso economico e simbolico. Più di una dozzina di amministratori delegati accompagneranno il presidente a Pechino in un momento di forte tensione tecnologica e commerciale tra le due potenze. Tra loro figurano Jensen Huang di Nvidia, Tim Cook di Apple, Elon Musk di Tesla e SpaceX, Larry Fink di BlackRock, oltre ai vertici di Meta, Boeing, Visa, JP Morgan, Cargill, Goldman Sachs e altre multinazionali. La presenza di Huang, entrato nella lista all’ultimo minuto, è particolarmente significativa: i chip avanzati di Nvidia sono al centro della rivalità strategica tra Washington e Pechino.
Secondo fonti della Casa Bianca, Trump avrebbe personalmente telefonato al CEO di Nvidia dopo aver scoperto che non era stato incluso nella delegazione iniziale. Huang è salito sull’Air Force One durante lo scalo ad Anchorage, gesto che il presidente ha subito trasformato in un messaggio politico, accusando la stampa di aver diffuso “fake news” sulla sua esclusione. La delegazione comprende anche Sanjay Mehrotra di Micron, azienda colpita nel 2023 dalle restrizioni cinesi sull’uso dei suoi chip nelle infrastrutture critiche.
Il viaggio arriva dopo anni di dazi e ritorsioni commerciali che hanno congelato i rapporti economici tra i due Paesi. Le tariffe, che in alcuni casi avevano superato il 100%, sono state sospese solo nell’ottobre 2025, dopo un incontro tra Trump e Xi Jinping in Corea del Sud. Ora la posta in gioco è ancora più alta: la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha già costretto a rinviare un precedente vertice e incombe sul nuovo faccia a faccia. Washington punta a convincere Pechino, grande acquirente di petrolio iraniano, a facilitare un accordo che ponga fine al conflitto.





