La polizia indonesiana ha arrestato 321 cittadini stranieri in un’operazione su larga scala contro una rete di gioco d’azzardo online attiva nel cuore di Giacarta. Il blitz, condotto in un edificio commerciale vicino al quartiere cinese della capitale, ha smantellato un centro operativo che gestiva oltre 70 piattaforme di scommesse rivolte a utenti stranieri. Secondo le autorità, la maggior parte degli arrestati è di nazionalità vietnamita, seguiti da cittadini cinesi e da gruppi provenienti da Laos, Myanmar, Thailandia, Malesia e Cambogia.
Gli investigatori hanno trovato i sospetti al lavoro in ruoli strutturati — dal servizio clienti al telemarketing, fino alla gestione finanziaria — confermando l’esistenza di un’organizzazione complessa e ben coordinata. La polizia ritiene che l’operazione fosse attiva da almeno due mesi e che molti dei lavoratori stranieri fossero entrati nel Paese con visti turistici poi scaduti. Oltre alle accuse legate al gioco d’azzardo illegale, i fermati dovranno rispondere anche di violazioni delle norme sull’immigrazione e, in alcuni casi, di sospetto riciclaggio di denaro. Le pene previste possono arrivare fino a nove anni di carcere e a multe milionarie.
Il blitz di Giacarta si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi mesi operazioni simili hanno portato a decine di arresti a Surabaya, Bali, Batam e nella Giava Occidentale, segnalando un crescente spostamento delle reti criminali verso l’Indonesia dopo le repressioni in Myanmar e Cambogia. Le autorità hanno sequestrato denaro in varie valute, computer, telefoni e passaporti, mentre proseguono le indagini per identificare i finanziatori internazionali. Per la polizia indonesiana, il fenomeno è ormai transnazionale e richiede un coordinamento più stretto tra forze dell’ordine e agenzie governative. L’obiettivo è contrastare un settore illegale in rapida evoluzione, che sfrutta lavoratori stranieri, piattaforme digitali e continui spostamenti logistici per eludere i controlli.





